8 Aprile 2020 - 13:44

Coronavirus, secondo Boccia non c’è data per la riapertura

Boccia

Secondo il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia, ancora non c’è una data per la riapertura. Per smaltire il Coronavirus, servirebbe tempo

Ancora non c’è una data. Non si sa effettivamente nulla su quando tutto potrebbe ripartire e tornare alla normalità. La vita dopo il Coronavirus assume ancora dei connotati non precisi, sfumati, torbidi, di cui non si riesce a intravedere l’effettiva luce. Il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia, a Circo Massimo su Radio Capital, è intervenuto sulla questione, ammettendo che i tempi per la riapertura di tutto saranno ancora lunghi. E, ad oggi, non si conosce effettivamente quanto bisognerà aspettare ancora.

Il 4 Maggio? No, non c’è una data per fase due e riapertura. È una valutazione che dovrà fare il Consiglio dei ministri e concordare attraverso la cabina di regia, che è una proposta del PD. La Fase Due è da costruire insieme fra maggioranza, opposizione, Regioni, scienziati e parti sociali. È l’interruttore generale che si riaccende, bisogna ripartire gradualmente anche in base al fattore di rischio dei singoli settori produttivi. Il grado di rischio determinerà i tempi.” ha dichiarato Francesco Boccia.

Ieri per la prima volta i numeri hanno iniziato a fare vedere una luce, fioca ma c’è. Quei numeri coincidono con l’aver abbattuto la barriera dell’uno, cioè ogni positivo comincia a contagiare meno di una persona. Ora dobbiamo arrivare a 0,5, 0,6, alcune regioni iniziano ad essere in quella zona lì, però dobbiamo fare qualche altro sacrificio. Da questa vicenda si è capito che la prevenzione territoriale pubblica deve essere capillare e rigorosa e le Regioni che erano in condizioni critiche hanno avuto questa caratteristica, mi riferisco ad Emilia Romagna e Veneto. La condizione di quelle Regioni rispetto alla Lombardia è diversa.” ha poi concluso.