Cristian Miozzari
Da cartella stampa

Come cambierà la night life dopo la pandemia? Lo abbiamo chiesto all’imprenditore italo-svizzero Cristian Miozzari, che punta tutto sulla tecnologia

E’ notizia di queste ore, la possibilità per i locali da ballo di rivedere luce dopo mesi e mesi di tunnel. Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, pare stia per firmare un provvedimento che autorizzerà la riapertura delle discoteche, frequentabili esclusivamente attraverso il pass vaccinale. Almeno per ora. E chi tira un sospiro di sollievo è anche Cristian Miozzari, giovane imprenditore italosvizzero, già numero uno di Tilllate.world che sta per immettere sul mercato della night life un nuovo sistema digitale per organizzare il divertimento nei locali in grande sicurezza. Lo abbiamo incontrato.

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Cristian lei è un giovane imprenditore a metà tra la Svizzera e l’Italia. Cosa le piace dell’una e dell’altra terra?
Della Svizzera mi piace l’ordine e l’efficienza, mentre dell’Italia, indubbiamente la passione e lo stile di vita.

Come nasce il suo approccio con il mondo della notte?
Ho iniziato poco prima del mio diciottesimo compleanno a lavorare come dj. Qualche anno dopo, ho scoperto la passione per la fotografia: Inizialmente è tutto nato quasi come un “gioco” poi, col passare del tempo, sono riuscito a trasformare questa passione in lavoro.

Si dice che il mondo delle discoteche e dei locali notturni sia cambiato, specialmente negli ultimi anni. Qual è il suo punto di vista da esperto?
La night life infatti è cambiata molto, purtroppo spesso in modo non del tutto positivo. Alcune volte i locali cercano di tirare fuori dai propri clienti il massimo di utile offrendo prodotti mediocri. Per fortuna non tutti sono così e specialmente questi ultimi, che premiano la qualità e l’efficenza, saranno coloro che faranno da traino per tutta il mondo della notte negli anni a venire!

La pandemia ha fermato un intero sistema anche di tipo economico legato al settore della notte. Secondo lei a che scenario andremo incontro una volta che torneremo alla vita normale?
Io spero che i locali abbiamo imparato qualcosa dalla situazione attuale, per cambiare in meglio il loro business model. Spero che torneremo a vivere serate ed eventi di spessore, di “nicchia”, che permetteranno al pubblico di scegliere dove andare in base ai propri interessi. E’ però chiaro che la ripartenza non sarà facile vista la situazione incerta sia sulle riaperture che sui regolamenti, anche se grazie alle ultime notizie sembra che tutto possa ripartire in tempi brevi.

Perchè ha deciso di dedicarsi a una nuova App proprio legata al divertimento, in un’epoca in cui si tende a nuovi orizzonti, se pur digitali?
Ritengo che la tecnologia debba essere non solo un sostegno, ma il motore per migliorare la nostra qualità di vita e rendere le cose più semplici per tutti. Nel mondo della notte non esisteva ancora nulla che potesse agevolare gli addetti ai lavori e in contemporanea, offrire all’utente finale un reale motivo di utilizzo oltre che vantaggi su più livelli.

Quindi a parere suo la tecnologia sarà davvero il futuro per ogni cosa?
Sono convinto che la tecnologia sia la forza motrice dell’evoluzione che affronteremo come razza umana nei prossimi 50 anni. Basta guardare cosa stanno facendo persone come Elon Musk, Jeff Bezos e tutti i pionieri tecnologici in questo momento…

Ripensando alla sua esperienza a Tilllate World in giro per il mondo, quali sono i ricordi più significativi?
Sicuramente c’è il mio periodo a Miami dove ho partecipato alla WMC (Winter Music Conference) e alla Miami Music Week. Ho avuto l’onore di fotografare e conoscere DJ di fama mondiale durante l’Ultra Music Festival sempre a Miami, poi ad eventi come Sensation White in Olanda o il Master of Hardcore anch’esso nei Paesi Bassi.

E l’Italia nel modo di divertirsi è capace di farlo come nel resto del pianeta, o c’è una differenza? L’italia ha dimostrato di essere capace di divertirsi come il resto del pianeta… anzi, forse anche meglio determinati contesti!

Esiste la capacità di importante nel nostro Paese i format stranieri, anche per essere sempre più internazionali?
Credo che importare format stranieri sia sicuramente un ottimo modo per far girare il pensiero e far partire flussi di innovazione. La capacità di farlo però dipende esclusivamente dai gestori dei locali e dai organizzatori stessi.

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