cyberbullismo

Prevenire e contrastare: la legge 71 del giugno 2017 fornisce un primo strumento nella lotta al cyberbullismo. Ecco di cosa si tratta

La diffusione sempre più capillare di un fenomeno come il cyberbullismo ha obbligato lo Stato italiano ad elaborare uno strumento giuridico che possa allo stesso tempo difendere le vittime e favorire una risposta sociale e preventiva a questa problematica.

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Il 18 giugno 2017 la legge n.71, pubblicata in Gazzetta ufficiale, definisce per la prima volta il cyberbullismo come “qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonchè la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”.

COSA PREVEDE

Ciascun minore ultraquattordicenne (o i suoi genitori o chi esercita la responsabilità del minore) vittima di cyberbullismo può inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito del social una istanza per l’oscuramento, la rimozione o il blocco dei contenuti diffusi in Rete. Se entro 24 ore il gestore non avrà provveduto, l’interessato potrà rivolgere analoga richiesta al Garante per la protezione dei dati personali, che rimuoverà i contenuti entro 48 ore.

Il problema del cyberbullismo, però, non riguarda solo la denuncia dell’accaduto, ma coinvolge una rete più vasta di attori necessariamente interessati a smantellare una struttura sociale pericolosa e denigratoria.

La legge n.71 istituisce un piano di prevenzione che consiste in diverse operazioni volte a orientare un atteggiamento positivo e costruttivo da parte dei ragazzi e non solo. Nasce presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri il tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, che oltre a redigere un piano di contrasto e prevenzione entro il 31 dicembre di ogni anno farà una relazione al Parlamento sulle attività svolte.

Anche la scuola assume un ruolo fondamentale, grazie alla collaborazione tra Ministero dell’Istruzione, istituzioni locali, e Polizia postale: un lavoro di concerto per favorire una maggiore consapevolezza nei giovani e stroncare sul nascere atteggiamenti di cyberbullismo.

I regolamenti scolastici dovranno adeguarsi alla nuova normativa, prevedendo sanzioni che per chi verrà ritenuto colpevole di azioni di questo tipo: sarà il preside a convocare il minore e i genitori in caso di accuse di cyberbullismo.

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