12 Gennaio 2022 - 09:00

Djokovic shock su Instagram: “Ho fatto un’intervista da positivo”

Djokovic, Australian Open

Mancano pochi giorni all’inizio del primo Slam della stagione, ma gli occhi di mezzo mondo continuano ad essere puntati solo su Djokovic

Al peggio non c’è mai fine. Questa la frase che più di tutte può descrivere quello che sta accadendo in Australia dove Djokovic continua la sua crociata pur di giocare il primo slam della stagione. Dopo le tante chiacchiere sulla sua presunta esenzione dal vaccino per motivi di salute, è lo stesso numero uno del mondo a raccontare la sua verità sul suo profilo Instagram.

Come peggiorare la situazione

Nei giorni scorsi il numero uno del tennis mondiale aveva ammesso di aver contratto il virus a dicembre. Parole che però non avevano per nulla convinto il governo australiano che, giustamente, continua ad impugnare le proprie regole forte anche degli errori commessi da Nole e dal suo staff nella compilazione del modulo d’ingresso.

Nella notte europea Djokovic ha pensato bene di scrivere un lungo post per spiegare la sua verità e ricostruire tutti i suoi spostamenti dal momento in cui è risultato positivo al Covid fino all’ingresso in Australia. Dichiarazioni shock che non faranno altro che peggiorare la situazione e spingere il governo australiano all’inevitabile decisioni di impedirgli di giocare il torneo.

Djokovic è quell’intervista da positivo

Voglio chiarire la continua disinformazione riguardo le mie attività e gli eventi a cui ho partecipato dopo la mia positività al Covid a dicembre. Questa disinformazione va corretta“. Questa la frase d’esordio del tennista serbo nel suo lungo post postato sui social. “Ho assistito a una partita di basket a Belgrado il 14 dicembre, e mi è stato riferito che un certo numero di persone è risultato positivo al Covid. Nonostante non avessi i sintomi, il 16 dicembre ho fatto un test antigenico rapido che è risultato negativo. Per maggiore cautela lo stesso giorno ho eseguito un test molecolare“.

Djokovic
Foto: Instagram Djokovic

Il passaggio che più farà discutere è quello riguardate un’intervista rilasciata a “L’Equipe”, alla quale Nole si è presentato nonostante la sua positività. “Il 18 dicembre mi trovavo nel mio centro di tennis a Belgrado per un’intervista e un servizio fotografico a L’Equipe fissati da tempo. Ho cancellato tutti gli altri eventi tranne l’intervista a L’Equipe“. Un’intervista che con il senno di poi, Djokovic avrebbe dovuto rimandare. “Mi sono sentito obbligato ad andare avanti perché non volevo deludere il giornalista. Mi sono assicurato di restare a distanza di sicurezza e di indossare la mascherina, tranne quando mi è stata scattata una foto. Mentre tornavo a casa dopo il colloquio per isolarmi per il periodo richiesto riflettendoci, ho capito che il mio è stato un errore di giudizio. Ammetto che avrei dovuto rimandare l’appuntamento“.

Gli errori sul visto

Il modulo di ingresso rappresenta un ulteriore punto a sfavore del tennista serbo. Djokovic e il suo staff hanno erroniamente dichiarato di non aver viaggiato nei 14 giorni precedenti dal loro arrivo il 6 gennaio in Australia. Errore diventato palese anche grazie agli stessi profili social di Novak, in cui si vedeva il numero 1 del ranking a Marbella in Spagna. “Questo è stato un errore umano e certamente non intenzionale. Viviamo in tempi difficili in una pandemia globale e a volte possono verificarsi questi errori“.

US Open, Djokovic

Sentivo fosse importante chiarire la disinformazione su questi fatti – chiude Nole – Non farò più alcun commento in rispetto al processo in corso e per rispetto del Governo Australiano. È sempre un onore e un privilegio giocare gli Australian Open, un torneo molto amato da giocatori, tifosi e comunità, non solo a Victoria e in Australia, ma in tutto il mondo. Voglio solo avere l’opportunità di competere con i migliori del mondo davanti a uno dei migliori pubblici del mondo“.