Trump
immagine da Pixabay

Ad affermare questa presunta verità su Donald Trump è Yuri Shvets, ex spia. Lui è la principale fonte del libro “American Kompromat”

All’improvviso, una bomba ad orologeria scoppia in quel di Washington. E Donald Trump, ex presidente degli Stati Uniti, è il primo ad essere interessato. A dare una nuova luce al profilo del magnate statunitense, ci ha pensato Yuri Shvets, ex spia del Kgb che ha operato a Washington negli anni ottanta. Secondo lui, infatti, per 40 anni i russi hanno coltivato i rapporti con l’ex presidente, considerato un “asset” della propria intelligence. Shvets sarà la principale fonte del libro “American Kompromat“, nuovo libro del giornalista Craig Unger già autore di “House of Trump, House of Putin”.

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In quest’ultimo libro, Shvets svela di come il presidente abbia tessuto legami con la Russia già nel 1977. All’epoca, infatti, sposò la sua prima moglie, la modella cecoslovacca Ivana Zelnickova. Divenne così l’obiettivo di un’operazione condotta dall’intelligence cecoslovacco, in collaborazione con il KGB. Il 67enne agente segreto dopo aver lavorato per KGB usando come copertura l’incarico di corrispondente della TASS, nel 1993 ha ottenuto la cittadinanza americana. Secondo Shvets, nel 1980 il tycoon acquistò 200 televisori per un suo nuovo hotel di New York da Semyon Kislin, emigrato sovietico che possedeva un negozio sulla Fifth Avenue. Shvets sostiene che Kislin lavorava con il Kgb e identificò l’imprenditore.

Sembra difficile credere che qualcuno potesse scrivere una cosa del genere e questa potesse impressionare persone serie in Occidente, ma è successo ed alla fine questo tizio è diventato presidente. Robert Mueller non ha preso in considerazione tutti i legami tra Trump e Mosca. Lui era un asset. Un obiettivo perfetto. Il suo narcisismo lo rendevano un target naturale che i russi hanno coltivato per oltre 40 anni fino alla sua elezione.” scrive Shvets. Sarà la verità?

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