mario draghi

Un mese dall’insediamento del numero 1. Quale il bilancio del Governo Draghi? Nel bel mezzo della terza ondata di coronavirus, cosa possiamo dire?

Un mese di Draghi. Uno solo però, circondato da tante lucertole. Diciamoci la verità, ci aspettavamo fuoco e fiamme da un drago come Draghi ma a quanto pare sembra evidente che quello che si intravede è solo il fumo della fiammella spenta di Conte. Alzi la mano chi, dopo settimane di caos nella politica, si è davvero accorto di un cambio di guarda al vertice. Certo abbiamo le prove: il passaggio della campanella, la sfliza di lo giuro, la foto con i ministri distanziati e in mascherina. Ma praticamente cosa è cambiato?

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Attenzione. Nessuno vuole scagliarsi sull’economista più famoso del mondo ma bisogna fare un osservazione: forse, fronteggiare la pandemia è difficile per un paese come l’Italia, indipendentemente da chi ci sia a governarlo? Sì, è necessario sottolineare come l’Italia. Perché guardando i nostri vicini, ma anche quelli più lontani, sembra che l’emergenza venga gestita in maniera più responsabile: un piano vaccinale, un piano di ristori, alcuni hanno già un piano per le riaperture, un piano per la scuola, e un piano per le chiusure. Anche noi abbiamo tutto ciò, ma più che dei piani, i nostri leader si divertono a percorrere tante curve spesso tornando indietro e ripassando dal via.

Piano vaccini

Lo abbiamo sentito da tutti gli angoli del paese: l’arma per sconfiggere il virus è il vaccino. Sul mercato sono presenti 3 vaccini, a breve ne sarà disponibile un altro (monodose). Ma aspettate a festeggiare. La campagna di sensibilizzazione dei vaccini – quasi inesistentenon ha convinto molti ad affidarsi alla scienza e tanti non vogliono sottoporsi al vaccino perché spaventati. Per di più, aggiungiamo che, dopo il ritiro di un lotto di Astra Zeneca ritenuto dannoso per la salute, la fiducia nei confronti dei vaccini si è drasticamente abbassata. Già sono innumerevoli le disdette di coloro che erano pronti a vaccinarsi e ora si tirano indietro. Il lotto incriminato è stato ritirato ma ciò non è bastato per placare il panico. A chi dare la colpa? Alla stampa? Ai social? A Draghi? Sicuramente no, ma i dati sono preoccupanti. Se l’unica arma è il vaccino e i cittadini non la impugnano, come sconfiggeremo il virus?

Inoltre ancora si discute sui gruppi a rischio a cui dare priorità di vaccinazione. Siamo a Marzo 2021 e ancora non è chiaro chi debba sottoporsi al vaccino. Ma una cosa risulta chiara: l‘impreparazione delle istituzioni. Questo piano doveva essere pronto a Ottobre. Non si può certo imputare a Draghi la situazione, ma il nuovo governo non sembra essere entrato in campo con idee chiare e innovative. Le Regioni proseguono a tentoni senza un piano da seguire.

Piano DPCM

Lo avevano promesso, e noi ci avevamo creduto. Mai più decreti creati di notte e che entrano in vigore la mattina. Insomma, questo era un punto ostico della guida del governo Conte, criticato dall’opposizione che oggi è divenuta maggioranza. Ma in realtà non è andata proprio così. Il decreto del 3 Marzo che avrebbe dovuto accompagnarci fino a Pasqua è già superato e oggi è attesa la conferenza stampa in cui Draghi comunicherà le nuove misure del Decreto.

Ma perché c’è una rincorsa serrata di DPCM e Decreti Legge? Sarà che forse la divisione dei colori non sia la scelta giusta? Anche questo non è imputabile a Draghi, le zone sono state un’invenzione del Governo Conte 2 durante la seconda ondata. Ma ogni volta sembra che le regioni si divertano a cambiare i dati da consegnare settimanalmente per poter entrare ed uscire dalle diverse zone. Perché in questo primo mese di governo, quando si è iniziato a intuire che la terza ondata causata dalla varianti era imminente, non si è ideato un nuovo piano? Forse i colori piacciono anche a questo governo?

Piano comunicativo

Si parla solo quando si ha qualcosa da dire. Giusto. Basta mezze notizie, fughe di notizie sparse qua e la, basta twitt ad ogni ora del giorno. Ma siamo sicuri che durante una terza ondata di pandemia, la nazione non abbia bisogno di sentire il proprio leader presente? Anche perché, la scelta di non comunicare se non quando le notizie siano importanti può essere una soluzione, ma se e solo se il governo segue il leader in questa scelta. Invece mentre il premier tace, tutti gli altri chiacchierano generando una sensazione di abbandono.

Piano ristori

Sul fronte economico, in concomitanza con il varo del nuovo Dpcm contenente il regime di restrizioni per il periodo dal 6 marzo al 6 aprile, era stato assicurato che questa volta i “ristori” sarebbero stati adottati subito, e comunque prima della sua entrata in vigore, quindi del 6 marzo. Ma è trascorsa già una settimana e pare dovremo attenderne un’altra prima che il nuovissimo “Decreto Sostegno” veda la luce. Quindi, al momento, attività chiuse senza indennizzi (e le ipotesi che trapelano non sono rassicuranti) e genitori con i bambini a casa senza congedo parentale.

Forse Conte non era così incapace ma solo il frutto di questo paese pieno di incomprensioni? Quando neanche il numero 1 al mondo riesce a risolvere le problematiche, bisogna arrendersi alla evidenza che l’Italia è così e continuerà ad andare sempre così? O forse è ancora presto? Draghi noi crediamo in te e aspettiamo nuovi frutti. Aspettare, dopo un anno di pandemia è quello che sappiamo fare meglio.

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