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Documenti ufficiali pubblicati da Palazzo Chigi attestano che Mario Draghi ha rinunciato al compenso da premier, le reazioni dei colleghi

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha rinunciato allo stipendio da premier, lo attestano alcuni documenti pubblici. In una nota presente nei documenti pubblicati e richiesti dalle norme sull’Amministrazione trasparente si legge che il premier già dal 5 maggio “non percepisce alcun compenso di qualsiasi natura connesso alla assunzione della carica”.

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La reazione di alcuni politici

Indennità? È diventato grillino… magari, a differenza mia qualche soldo l’avrà messo da parte. Perché noi li restituiamo da quando siamo in politica, però è un bell’esempio“, ha dichiarato il senatore del M5S, Danilo Toninelli, intercettato all’esterno di Palazzo Madama. “Penso che la politica, prima delle buone azioni, debba dare il buon esempio”. – aggiunge – “E questo è un buon esempio, di cui il sottoscritto e tutti gli italiani devono ringraziare questo presidente del Consiglio. Non era tutto scontato e tutto dovuto“. “È un segnale positivo e di disponibilità la rinuncia di Draghi allo stipendio. Berlusconi rinunciò a tante cose quando era presidente del Consiglio“, ha dichiarato il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani.

Quanto guadagna in media il Presidente del Consiglio

Il Presidente del Consiglio è uno dei 10 funzionari di Stato più pagati del mondo. Il capo del Governo, infatti, guadagna circa 80mila euro all’anno netti. Quindi, lo stipendio mensile è di 6.700 euro.

Cifre altissime ma nettamente inferiori a quelle che guadagna il Presidente della Repubblica e dei parlamentari (deputati e senatori): il primo, infatti, percepisce 239mila euro lordi all’anno, mentre i secondi si attestano intono a 216mila euro lordi annui.

Lo stipendio del Presidente del Consiglio è destinato a lievitare sensibilmente nel caso in cui egli sia anche un parlamentare: e, infatti, a differenza dell’incarico di Presidente della Repubblica, che è incompatibile con qualsiasi altra carica, quello di Presidente del Consiglio è perfettamente compatibile con l’incarico di deputato o senatore. Anzi, possiamo dire che essere contemporaneamente a capo del Governo e membro del Parlamento è quasi la regola in Italia.

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