Decreto Sostegno

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato le istruzioni per la presentazione della domanda ed il calcolo del contributo a fondo perduto previsto dal Decreto Sostegno

Con il nuovo Decreto Sostegno, il Governo riconosce un contributo a fondo perduto nei confronti dei titolari di partita IVA persone fisiche e giuridiche, società, professionisti, artigiani, commercianti, titolari di reddito agrario.

Potrebbe interessarti:

Il calcolo del contributo a fondo perduto Decreto Sostegni è effettuato applicando una specifica percentuale del calo di fatturato tra il 2020 e 2019 e spetta a chi ha avuto un calo di fatturato medio mensile tra il 2020 ed il 2019 di almeno il 30%.

All’operatore economico spetta un contributo a fondo perduto fino ad un massimo del 5% del calo del fatturato, ma per l’effettivo calcolo dell’importo del fondo perduto spettante occorre determinare il fatturato dell’anno 2019 e dell’anno 2020 e la relativa media mensile.

Calcolo del fatturato

La prima cosa che l’operatore economico deve effettuare è la determinazione del fatturato del 2020 e del fatturato del 2019. Poi va effettuata la media mensile e vanno confrontati i due fatturati medi al fine di verificare se si rispetta il requisito, ossia che:

l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 sia inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019.
Coloro che hanno avuto la partita IVA aperta per tutti i dodici mesi degli anni 2019 e 2020 potranno confrontare anche direttamente i due fatturati, in quanto la media mensile è ottenuta dividendo per dodici i fatturati dei due anni.

Le effettive percentuali del fondo perduto

Per determinare la fascia del contributo a fondo perduto spettante, occorre prendere a riferimento, il secondo periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto, pertanto il fatturato anno 2019.

La percentuale da applicare secondo la normativa sul contributo a Fondo perduto del Decreto Sostegni è:

60 per cento per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a euro 100.000 nell’anno 2019;
50 per cento per i soggetti con ricavi o compensi superiori a euro 100.000 e fino a euro 400.000 nell’anno 2019;
40 per cento per i soggetti con ricavi o compensi superiori a euro 400.000 e fino a euro 1.000.000 nell’anno 2019;
30 per cento per i soggetti con ricavi o compensi superiori a euro 1.000.000 e fino a euro 5.000.000 nell’anno 2019;
20 per cento per i soggetti con ricavi o compensi superiori a euro 5.000.000 e fino a euro 10.000.000 nell’anno 2019.
L’ammontare dei ricavi/compensi non deve essere ragguagliato ad anno.

Per coloro che hanno la partita IVA aperta prima del 1 gennaio 2019, l’effettivo importo del contributo a fondo perduto, considerando che la norma si riferisce alla media mensile (quindi diviso dodici mesi), è in realtà la percentuale di cui sopra, diviso dodici. Pertanto, le percentuali del calo di fatturato che saranno oggetto del contributo a fondo perduto sono le seguenti:

5% (60 per cento diviso 12) per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a euro 100.000 nell’anno 2019;
4,1667% (50 per cento diviso 12) per i soggetti con ricavi o compensi superiori a euro 100.000 e fino a euro 400.000 nell’anno 2019;
3,33% (40 diviso 12) per i soggetti con ricavi o compensi superiori a euro 400.000 e fino a euro 1.000.000 nell’anno 2019;
2,5% (30 per cento diviso 12) per i soggetti con ricavi o compensi superiori a euro 1.000.000 e fino a euro 5.000.000 nell’anno 2019;
1,667% (20 per cento diviso 12) per i soggetti con ricavi o compensi superiori a euro 5.000.000 e fino a euro 10.000.000 nell’anno 2019.

L’ammontare del contributo è riconosciuto, comunque, ai soggetti beneficiari in possesso dei requisiti previsti per un importo non inferiore:

a euro 1.000 per le persone fisiche;
e a euro 2.000 per i soggetti diversi dalle persone fisiche (contributo minimo).
In ogni caso, l’ammontare del contributo non può essere superiore a 150.000 euro.

Letture Consigliate