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Il magnate della tecnologia Elon Musk torna a parlare di privacy, consigliando agli utenti l’app di messaggistica Signal al posto di Whatsapp

La privacy è da tempo uno degli argomenti più cari al noto magnate della tecnologia Elon Musk. Già in passato l’imprenditore aveva parlato di politiche sul trattamento dei dati, evidenziando il proprio disappunto per la gestione della privacy attuata da Facebook. Nel 2018, il fondatore di Space Exploration Technologies Corporation aveva rimosso dalla piattaforma la propria pagina personale e quelle delle sue società SpaceX e Tesla, iniziando la propria battaglia contro il colosso dei social. Giovedì 7 gennaio è tornato sull’argomento, affidando a Twitter il proprio malcontento riguardo gli ultimi aggiornamenti sulla politica sulla privacy di Whatsapp. Senza tanti giri di parole, l’imprenditore ha voluto dare ai propri seguaci un suggerimento lapidario: “Usate Signal“.

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Il tweet è stato quindi ritwittato dal CEO di Twitter Jack Dorsey. Poco dopo, Signal ha twittato che stava lavorando per gestire l’ondata di nuovi utenti.

Nel corso del tempo, in realtà, entrambe le app di messaggistica crittografate hanno evidenziato bug di sicurezza che sono stati poi risolti. Sembra però che per anni WhatsApp abbia raccolto apertamente alcuni dati degli utenti da condividere con la società madre Facebook e che il suo ultimo aggiornamento espanda ulteriormente questa politica. Signal, dal canto suo, lotta da sempre contro qualsiasi forma di raccolta invasiva dei dati e aggiunge funzionalità per rendere gli utenti ulteriormente anonimi, ove possibile.

Signal nel dettaglio

Signal è una tipica app di messaggistica crittografata, scaricabile gratuitamente da Google Play Store e App Store di Apple. È fornita gratuitamente dalla Signal Foundation senza scopo di lucro ed è stata notoriamente utilizzato per anni da icone della privacy di alto profilo come Edward Snowden.

La funzione principale di Signal risiede nella possibilità di inviare messaggi di testo, video, audio e immagini protetti da crittografia end-to-end, dopo aver verificato il numero di telefono dell’utente ed avergli permesso di verificare in modo indipendente l’identità degli altri utenti di Signal. Si può anche utilizzare per effettuare chiamate vocali e video, sia uno-a-uno che con un gruppo.
La crittografia end-to-end è un meccanismo che impedisce alle forze dell’ordine, al tuo operatore di telefonia mobile e ad altre entità di leggere il contenuto dei tuoi messaggi anche quando li intercettano (cosa che accade più spesso di quanto potresti pensare).

Quando si tratta di privacy è difficile battere l’offerta di Signal: non memorizza i dati utente ed offre opzioni estese per la privacy su schermo. Tuttavia, la sfida principale per i creatori dell’app risiede nella diffusione della sua adozione. Se infatti il destinatario dei messaggi non utilizza Signal, la privacy potrebbe non ricevere lo stesso livello di protezione. Questa sfida sembra comunque aver ricevuto una grande spinta grazie all’approvazione di Musk e Dorsey.

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