13 Dicembre 2021 - 17:13

Organizzazione, gioco e risultati prestigiosi: l’Empoli di Andreazzoli è la rivelazione

Empoli

La rivelazione del campionato è l’Empoli di Aurelio Andreazzoli. 26 punti in classifica con risultati di prestigio: i toscani sono in zona Europa

La Serie A si avvicina a grandi passi al suo giro di boa stagionale ed iniziano i primi bilanci. Dando uno sguardo alla classifica, dietro alla lotta scudetto che vede coinvolte Inter, Milan, Atalanta e Napoli, spuntano la figura della Fiorentina di Italiano, la deludente Juventus di Allegri ma a sorpresa c’è anche l’Empoli di Aurelio Andreazzoli.

Il clamoroso exploit del “Maradona” contro il Napoli ha permesso ai toscani di issarsi al 7° posto con 26 punti, davanti a Roma (in campo stasera) e Lazio ed a 2 punti dalla Juventus. Una situazione di classifica che fa gridare al miracolo ma gli azzurri sono una fantastica realtà di questa prima metà di campionato.

Il più anziano fa scuola

All’età di 68 anni e dopo tanti anni da collaboratore dietro Luciano Spalletti, Aurelio Andreazzoli si è preso la panchina dell’Empoli per la seconda volta. Dopo il primo capitolo terminato con un passaggio di andata e ritorno tra A e B, questa volta sembra andare in modo differente.

Il tecnico toscano ha preso in mano la squadra in estate, raccogliendo l’eredità di Dionisi dopo il trionfo in Serie B nella stagione precedente. Rosa pressoché rimasta intatta con sole aggiunte di calciatori esperti nella categoria per cercare di raggiungere la salvezza. Andreazzoli con il suo lavoro ha reso l’Empoli una squadra capace di andare a vincere sul campo di Juventus e Napoli: due risultati fondamentali che stanno influendo in maniera importante sul cammino degli azzurri verso la salvezza. Nel bottino di 26 punti conquistati, ci sono anche la vittoria in rimonta nel derby contro la Fiorentina (due gol negli ultimi 5′) ed anche il successo sul campo del Sassuolo, sempre in rimonta.

Tornando alla guida tecnica, per Andreazzoli si tratta di una parziale rivincita dopo la stagione 2018/19: allora fu amarissima la retrocessione in Serie B, giunta all’ultima giornata per mano dell’Inter. L’Empoli di oggi però è una lontana parente di quella squadra che scese in cadetteria dopo appena una stagione. Il merito è soprattutto del suo allenatore: ad ogni partita, i toscani sembrano non avere mai timore dell’avversario, in particolare con le big. Il successo ottenuto a Napoli contro il suo mentore Spalletti è la ciliegina sulla torta di un momento propizio con 10 punti in 4 giornate che hanno portato l’Empoli nei pressi della zona Europa.

Ma guai a parlarne: l’obiettivo dichiarato è quello della salvezza ed il tecnico mantiene i piedi per terra. Il countdown segna -14 ma ai più nostalgici viene in mente l’impresa della stagione 2006/07 dove i toscani raggiunsero una storica qualificazione in UEFA. Soltanto il prosieguo del campionato potrà dirci dove potrà arrivare la squadra di Andreazzoli.

Giovani da lanciare, “vecchi” rivalutati

Ai nastri di partenza della Serie A erano in tanti a fare il proprio esordio: da Bajrami a Mancuso (eroe a Torino contro la Juventus) fino ad arrivare ai giovani Parisi e Viti, messi nel mirino anche delle big (Inter e Napoli per fare due nomi). In aggiunta, in Toscana sono giunti anche due calciatori vogliosi di riscatto dopo annate deludenti: Patrick Cutrone ed Andrea Pinamonti.

Sono proprio quest’ultimi due ad aver messo la firma sugli ultimi successi empolesi: l’ex-Milan ha deciso la trasferta di Napoli, l’attaccante scuola Inter ha siglato il gol-partita contro la Fiorentina e messo il sigillo sul 3-1 contro l’Udinese ed è il capocannoniere con 6 reti. Un riscatto importante per due attaccanti, annunciati in passato come i futuri centravanti dell’Italia ma poi finiti ben presto nel dimenticatoio. Grazie alla cura di Aurelio Andreazzoli, per Pinamonti e Cutrone è arrivata l’occasione giusta per rimettersi in vetrina.

Nelle retrovie (si fa per dire) ci sono anche Federico Di Francesco e Andrea La Mantia: due calciatori che, quando chiamati in causa, hanno saputo dare l’apporto giusto, siglando anche gol pesanti. Infine non va dimenticato Leonardo Mancuso: seppur l’approccio con la Serie A non al top, il numero 7 resterà colui che ha permesso all’Empoli di trovarsi lì con i suoi 20 gol nella stagione precedente.

Nel 4-3-1-2 del tecnico toscano non va dimenticata la zona nevralgica, cuore pulsante della squadra: il centrocampo. Qui i calciatori sono stati plasmati alla perfezione: seppur a rotazione, i due terzetti Zurkowski-Stulac-Henderson o Haas-Ricci-Bandinelli danno ampie garanzie e permettono ad Andreazzoli di poterci puntare ad occhi chiusi. Un mix di giovani ed esperienza (seppur molti all’esordio assoluto nel massimo campionato) importante per dare solidità al reparto.

Infine, il capitolo della difesa: detto di Parisi e Viti, chi sembra aver trovato l’esatta dimensione per mettersi in mostra è Sebastiano Luperto: ceduto in prestito dal Napoli, al “Maradona” ha giganteggiato in coppia con Ismajli. Sulla fascia destra cresce Stojanovic, nel giro della nazionale slovena mentre i vari Marchizza, Tonelli e capitan Romagnoli rappresentano la colonia dei calciatori esperti, pronti a dare contributo alla causa. Tra i pali Guglielmo Vicario è alla sua prima stagione da titolare, dopo aver fatto le veci di Cragno a Cagliari.

Insomma il giusto equilibrio in rosa per un allenatore equilibrato, coraggioso e che non abbia mai la guardia, neanche davanti al più forte avversario. L’Empoli guarda al futuro e ad una tranquilla salvezza con la guida di Aurelio Andreazzoli.