Esorcismo

Il ministero dell’Istruzione, con a capo Marco Bussetti, propone un corso sull’esorcismo. Ad esso sarebbero destinati docenti di ogni ordine e grado

Massimo Troisi, in Non Ci Resta Che Piangere, vedeva il suo fantastico viaggio nel ‘400 di una volta come una bella opportunità per confrontarsi con personalità come Leonardo Da Vinci. Ora, l’Italia quel viaggio lo compie di nuovo, e non ha gli stessi caratteri benefici. Il ministero dell’Istruzione ha ufficialmente immesso, sul suo sito, l’iniziativa formativa ID. 26222, ovvero il corso per gli insegnanti sull’esorcismo.

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Il sito del Ministero recita così: “Il corso propone un’attenta ricerca accademica ed interdisciplinare sull’esorcismo e la preghiera di liberazione. Il corso presenta i temi concernenti gli aspetti antropologici, fenomenologici, sociali, pastorali e spirituali gli aspetti liturgici e canonici, e gli aspetti legali medici e psicologici dell’esorcismo e della preghiera di liberazione.

La cosa più assurda, però, è che per partecipare a questo corso si debba addirittura pagare 400 € a docente. Roba davvero folle, che solo qualche anno fa sarebbe stata davvero impensabile. Ma la cosa più strana e singolare è data dagli obiettivi che il corso si prepone.

Il sito, infatti, descrive così il corso: “Il corso di propone di descrivere, analizzare e comprendere gli aspetti peculiari del ministero dell’esorcismo e della preghiera di liberazione approfondendo sia le tematiche direttamente connesse alla pratica dell’esorcismo e a una sua corretta prassi. Sia tematiche collaterali (antropologiche, mediche, psicologiche, farmacologiche, criminologiche, legali, etc.). Compito del corso è anche quello di descrivere e verificare l’incidenza sociale di quei fattori che spingono le persone a rivolgersi agli esorcisti. Inoltre quello di fornire le necessarie competenze a sacerdoti, medici, psicologi, legali, docenti di ogni ordine e grado e in particolare docenti di religione, per affrontare tematiche di attualità sociale, dotati delle opportune conoscenze e degli adeguati strumenti di analisi e intervento.

Assurdità su assurdità.

In che epoca viviamo?

A questo punto, il dubbio è davvero lecito. Il cappello sull’esorcismo da parte del Governo è solo l’ultimo di una miriade di episodi che fanno davvero tornare il dubbio. Ed è un dubbio alquanto terrificante, perché getta un’ombra davvero seria sul futuro e sulle condizioni prossime dell’Italia.

Quanto può far bene un ritorno al passato e una spinta retrograda a tutta la comunità? Meno di zero. I veri progressi sono stati fatti quando finalmente ci si è accorti che tutte queste credenze erano praticamente inutili, quando si è cominciato a lavorare col cervello, piuttosto che col cuore. Ora, invece, è proprio l’organo statale più importante (o almeno, una parte dell’organo) ad imporre una decisa svolta conservatrice e all’indietro.

Il punto è che questi segnali non sono minimamente accolti con pericolo dalla popolazione. C’è gente che idolatra Salvini se il leader leghista proclama davanti a tutti l’importanza del Crocifisso, nemmeno fosse Carlo Magno nel Sacro Romano Impero. C’è gente che difende l’operato (finora disastroso) del Governo in quanto ripete il diktat che lo stesso propone: “Abbiate fede, lasciateli lavorare“.

Questo “bisogno di fede” si poteva accettare cinquecento anni fa. Anzi, anche seicento-settecento. Non di certo oggi, negli anni 2000, anni in cui la ricerca scientifica riesce ancora a fare scoperte allucinanti (nonostante tutti i fermi provenienti dagli ambienti governativi). Anni in cui, più che mai, si ha bisogno di quella cultura che sta lentamente scomparendo all’orizzonte, e appare sempre più come un miraggio.

Gli esorcismi non vanno più di moda nemmeno nei film horror. Altro fattore impressionante è come le opposizioni non muovano nemmeno un muscolo, un dito, per contrastare questa forte avanzata di una cultura datata. Restano invischiate nelle proprie rifondazioni di partito (come è giusto che sia), ma senza dare nemmeno la parvenza di voler muovere un muscolo. Sembrano quasi accondiscendenti nei confronti di una realtà che diventa sempre più dura da accettare.

A che serve parlare di futuro, quando si parla ancora di esorcismo? Cosa sproloquiamo a fare, se ancora non abbiamo abbandonato credenze vecchie di 500 anni?

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