Euro 2016, miracolo Islanda, Inghilterra a casa



Euro 2016
L'Islanda festeggia la qualificazione ai quarti (guardian.co.uk)

L’Islanda batte 2-1 l’Inghilterra e accede ai quarti di Euro 2016. Sightorsson e R. Sigurdsson firmano l’impresa. Hodgson si dimette

Terra d’Albione fuori dall’Europa: è il tormentone degli ultimi giorni. Dopo l’Inghilterra politica, anche quella calcistica abbandona l’Europa, salutando Euro 2016 agli ottavi con una sconfitta che sa di vergogna.

Hodgson e i suoi Three Lions cedono 2-1 senza combattere ad un’Islanda sempre più certezza di Euro 2016. Ma, a parte i meriti di Lagerback e dei suoi vichinghi, la responsabilità di questa sconfitta grava tutta sulle spalle dell’inguardabile Inghilterra. A farne le spese è proprio il CT, costretto da dignità e coscienza a rassegnare le dimissioni,  dopo un’altra figuraccia.

Quando contavano carattere e concretezza, gli inglesi si sono squagliati, finendo per rimanere prigionieri del cervellotico 4-3-2-1 di partenza, senza né capo né coda. A parte un portiere (Hart) semplicemente non all’altezza, deludono Rooney (dannoso sia da mezzala che da regista), Sterling, Sturridge e Kane (un altro giocatore fuori dal Tottenham).

All’Islanda è bastato tenere strette le linee del 4-4-2 per far l’impresa contro una squadra senza idee, e regalarsi il quarto di finale con la Francia all’esordio europeo. Al resto ci ha pensato l’Inghilterra, che esce da Euro 2016 con le ceneri di un’altra golden generation destinata a fallire.

BOTTA E RISPOSTA

Eppure le cose per l’Inghilterra si mettono subito bene: al 2′ Sturridge lancia Sterling, atterrato da Hallordsson in area. Dal dischetto Rooney fa centro. Tutto fatto? Nemmeno per sogno: l’Inghilterra si addormenta e lascia spazio all’orgoglio vichingo.

Ed ecco che a Nizza si consuma l’imponderabile. Al 6′ Gudmundsson spara in area la sua rimessa chilometrica, sponda di Arnason per Ragnar Sigurdsson, veloce a bruciare Walker e Cahill immobili e battere Hart. Al 18′ il de profundis inglese: Bodvardsson e Sightorsson scambiano nello stretto, la coppia di centro-destra inglese è immobile, così come Hart, beffato dal tiro del centravanti del Nantes.

CONFUSIONE

L’Inghilterra esce pian piano dalla partita, con la testa e con le gambe. Il tempo e le qualità ci sarebbero per rientrare, ma il destino ha voltato le spalle agli inglesi ormai cinquant’anni fa. Nella ripresa Hodgson manda prima dentro Wilshere per Dier e poi Vardy per Sterling. Risultato: spazi intasati, Rooney in confusione a centrocampo (almeno cinque palloni persi banalmente) e Islanda in controllo totale.

L’unica vera chance è ancora islandese: sempre R. Sigurdsson ci prova in rovesciata, ma stavolta Hart fa qualcosa di quantomeno non stupido.

Hodgson si gioca tutto nel finale con l’ingresso di Rashford al posto dello spaesato Rooney. La mossa è tardiva, perché in cinque minuti il ragazzino non può far altro che un paio di finte a Saevarsson e guadagnare calci d’angolo. L’irritante Kane  e Cahill sprecano, vidimando il biglietto di ritorno per Heathrow.

L’Inghilterra fallisce ancora, anche stavolta che poteva veramente farcela grazie a talento e sorteggio non impossibile. Hodgson, all’ennesima delusione su una grande panchina, non  dovrà nemmeno prendersi il disturbo di disfare le valigie una volta tornato a Londra.

A separare la Gran Bretagna dalla seconda uscita europea in pochi giorni è rimasto solo il Galles. Per l’Islanda e tutto il suo popolo è festa grande: Euro 2016 per i vichinghi è tutt’altro che finito. La Francia è avvisata.

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