Federica Carta - Mostro
Immagine da comunicato - Mattia Guolo

Ecco il testo e il significato del nuovo singolo di Federica Carta dal titolo “Mostro”, una ballad che racconta la forza di sentirsi fragili

Da oggi è disponibile il nuovo singolo di Federica Carta dal titolo “Mostro“, una profonda ballad che racconta la bellezza, ma soprattutto la forza di sentirsi fragili. Dopo la pubblicazione delle ballad “Dopotutto” e “Ti avrei voluto dire“, contenuti nell’album d’esordio “Federica“, o il toccante significato del brano “Dove Sei“, esiste un filo rosso che collega i singoli enunciati poco fa con “Mostro”: tutti contengono l’invito ad accettarsi, volersi bene, perdonarsi, a non vergognarsi delle proprie fragilità e a fare della sofferenza un punto di partenza per essere più forti.

“Ho raccontato a Riccardo Scirè e Galeffi tutto quello che volevo esprimesse il pezzo. Desideravo raccontare una parte della mia storia personale, ma alla fine ne è nato un brano nel quale spero tutti possano rivedersi. – racconta Federica – Ho passato gran parte del mio 2020 cercando di sentirmi migliore per me stessa e con “Mostro” voglio essere vicina a chi si ritrova in balia delle mie stesse emozioni: avere dei momenti o delle giornate no è normale, siamo esseri umani, fa parte della crescita e della vita e tante volte questo ci dà la forza di rialzarci sempre più forti il giorno dopo. Non serve a niente nascondersi dietro la perfezione“, ha concluso la cantante.

Mostro racconta di quanto a volte dobbiamo dimostrare forza per difenderci dall’idea che gli altri possono avere di noi. Con questo brano, Federica Carta, ci svela l’altra faccia della medaglia, mettendo in luce il processo di accettazione nei confronti della propria fragilità e sofferenza.

 “Accettarsi non è un percorso facile, né tantomeno breve. Ci vuole tempo, ognuno il proprio“.

Testo

Ma che colpa ne ho
Se mi manca il respiro il venerdì sera
Ma in fondo lo so
Passerò un’altra notte con la luce accesa
Non c’entra questa pioggia dentro una bottiglia
Non c’entra la tua faccia o il cuore che sbadiglia
Non c’entra la mia rabbia dentro a questa stanza piccola

Che colpa ne ho
Se ho bisogno della luna piena
Per svegliarmi bene la mattina
C’hai fatto caso che
Quando mi sorridi io però mi sento un mostro
Ma che colpa ne hai tu
Sei hai vent’anni appena
Ti sembra strano che
Quando mi sorridi io però mi sento un mostro
Mi sento un mostro
Mi sento un mostro
Mi sento un mostro
Non lo mostro

Ma che colpa ne ho
Se ho la voce un po’ rotta il lunedì sera
In fondo lo so, lo so, lo so
Ho passato un’altra notte con la luce accesa
Non c’entra questa pioggia dentro una bottiglia
Non c’entra la tua faccia o il cuore che sbadiglia
Non c’entra la mia rabbia dentro a questa stanza piccola

Che colpa ne ho
Se ho bisogno della luna piena
Per svegliarmi bene la mattina
C’hai fatto caso che
Quando mi sorridi io però mi sento un mostro
Ma che colpa ne hai tu
Sei hai vent’anni appena
Ti sembra strano che
Quando mi sorridi io però mi sento un mostro
Mi sento un mostro
Mi sento un mostro
Mi sento un mostro
Non lo mostro

Ma che colpa ne hai tu
Sei hai vent’anni appena
Ti sembra strano che

Quando mi sorridi io però mi sento un mostro