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Dalla fune di The Walk all’incontro con Friedkin e Argento alla quarta giornata della Festa del Cinema di Roma 

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The Walk  di Robert Zemeckis ha aperto la quarta giornata della Festa del Cinema di Roma, con la storia vera di un funambolo che sfidò la gravità e il buon senso, per camminare su un filo teso fra le Twin Towers. L’evento divenne famoso in tutto il mondo e fu uno degli spettacoli più straordinari che la storia ricordi.

L’interprete è Joseph Gordon Levitt, la cui carriera sta raggiungendo vette importanti. Lo si può definire uno dei grandi attori della sua generazione. Levitt e Zemeckis riportano alla luce un evento straordinario e ci riconducono negli anni settanta in un tuffo nel passato, nella New York anni Settanta in cui troneggiavano le Twin Towers molti anni prima dell’undici settembre.

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Festa del Cinema, quarta giornata

Quello del regista di Forrest Gump sembra essere un omaggio alle vere protagoniste del film, le torri gemelle, il simbolo di una New York che non c’è più. Guardando la romantica sequenza della passeggiata sul cavo, in cui ci sembra di essere proprio lì con il funambolo, non possiamo fare a meno di provare un senso di nostalgia per qualcosa di cui tutti abbiamo fatto parte, ma che oggi non c’è più.

Si continua sulla linea della riflessione e dei temi di attualità, con il film in concorso nella sezione Alice nella città, Mustang della regista Deniz Gamze Ergϋven. Si tratta della storia di cinque sorelle turche che vivono nella tipica famiglia patriarcale in cui lo zio e la nonna cercano in tutti i modi di tenerle sulla “retta via”, farle sposare e soprattutto impedirgli di frequentare la scuola e i ragazzi. Questo clima di oppressione scatenerà diverse reazioni nelle cinque sorelle.

La più piccola in particolare tenterà in tutti i modi di sfuggire a una casa e una famiglia che si riveleranno essere, poco alla volta, una prigione dalla quale si può scappare solo con un po’ di astuzia. Il film è sconvolgente e liberatorio, più che mai attuale per i tempi dato che la questione dell’emancipazione femminile, in alcune culture, non ha trovato ancora sviluppo.

Sempre di famiglia, questa volta polacca, parla These daughters of mine, il film di Kinga Debska che racconta di due sorelle, perennemente in conflitto fra di loro che si ritrovano ad affrontare la malattia prima della mamma e poi del padre. In questo caso il cancro è marginale e diventa un pretesto per raccontare le beghe familiari che di solito si nascondono nei giorni tranquilli. Così noi spettatori ci ritroviamo anche a ridere di una vicenda che in alcuni momenti diventa una farsa, piuttosto che commuoverci per la disgrazia che le protagoniste stanno vivendo.

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Incontri ravvicinati alla quarte giornata della Festa del Cinema di Roma

A chiudere in bellezza è stato il quinto incontro della serie Incontri ravvicinati che ha visto protagonisti William Friedkin e Dario Argento. I due maestri dell’horror si sono raccontati e confrontati, attraverso la visione di videoclip celebri che hanno portato avanti la conversazione.

Fridekin paragona le opere cinematografiche ai quadri dei grandi maestri del rinascimento e lo fa portando a esempio non solo i film di Argento, ma anche gran parte della produzione italiana degli anni d’oro. Il cinema italiano lo ha ispirato e da sempre ne è incantato.

Dall’incontro sono emerse profonde riflessioni e curiosità sul cinema di Argento e su quello di Fridekin con grande entusiasmo del pubblico.

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