Fincantieri cantieri
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L’acquisizione di Chantiers de l’Atlantique (ex Stx) da parte di Fincantieri sembrava naufragato definitivamente, ma Parigi riapre le danze

L’accordo tra i colossi cantieristici navali Fincantieri e Chantiers de l’Atlantique è salvo, almeno per il momento. Il Governo francese ha concesso a Fincantieri una proroga di un mese per concludere l’acquisizione dell’ex Stx. Questo perché l’offerta presentata da Fincantieri sarebbe scaduta il 31 Dicembre 2020 con un nulla di fatto legato a ragioni politiche e burocratiche. Ora la palla passa nuovamente alla Direzione Generale Concorrenza della Commissione Europea (DG Comp), l’antitrust europeo.

Cosa era successo?

Fincantieri (controllata da CdP) aveva firmato un accordo per l’acquisizione del 50% delle azioni dei Chantiers de l’Atlantique (controllati dallo Stato francese) nel 2018. Valore dell’operazione 59,7 milioni di euro, sul piatto gli storici cantieri navali di Saint Nazaire. Il restante 1% necessario per la maggioranza sarebbe stato prestato dallo Stato francese a Fincantieri ad una condizione: Parigi se lo sarebbe ripreso se Fincantieri fosse venuta meno agli accordi contrattuali.

Ma nel 2019 interviene la DG Comp, preoccupata che tale accordo potesse ridurre sensibilmente la concorrenza a livello europeo nel settore della cantieristica civile, specialmente per la costruzione di navi da crociera. Al momento a contendersi il mercato sono: Fincantieri, Chantiers de l’Atlantique e la tedesca Meyer Werft. Sono state proprio l’antitrust francese e tedesca a rivolgersi a quella europea, determinando un allungamento dei tempi.

L’odissea di Fincantieri

Lungaggini burocratiche e pressioni politiche avevano allungato il brodo a sufficienza da far sopraggiungere il termine del 31 Dicembre 2020, oltre il quale l’accordo sarebbe stato dichiarato non valido se Fincantieri non avesse fornito tutta una serie di documenti. A Berlino interessa non essere schiacciata dal colosso che nascerà. A Parigi invece interessa tutelare i livelli occupazionali di Saint Nazaire, ma anche il proprio know how dalle fauci fameliche della China State Shipbuilding Corporation, da qualche anno partner commerciale di Fincantieri.

I costruttori navali europei possiedono un know how, un’esperienza e una superiorità tecnologica che ne fanno leader a livello mondiale. Sia a livello civile che militare. Non è un segreto che la Cina voglia attingere da questo pozzo di conoscenza. Nel frattempo, Fincantieri ribadisce di aver già fornito da tempo a Bruxelles tutti i chiarimenti richiesti, sottolineando che la vertenza è di natura politica e non di merito.

Nel frattempo, il Ministro Patuanelli è intervenuto nella vicenda, facendo sapere che insieme al Ministro francese dell’economia Le Maire invieranno una lettera formale alla Commissione Europea. Questa iniziativa, insieme alla proroga concessa da Parigi testimoniano la ferma intenzione di Italia e Francia di finalizzare l’accordo.

Una questione di vita o di morte

Per quanto possano essere forti i leader europei della cantieristica navale, hanno comunque dovuto subire la concorrenza spietata dei player asiatici. Questo accordo nasce proprio dalla necessità di salvare il comparto europeo dai colossi americani e cinesi, ma sarà anche uno sprone non da poco nella ripartenza post Covid.