La nudità della condizione umana ed il flusso interiore, “La merda”



flusso interiore

Il flusso interiore di Silvia, “La merda” di Cristian Ceresoli

Lo sfogo del flusso interiore di una  ragazza, su un piedistallo, davanti al pubblico, con un microfono tra le mani. E’ La Merda“, di Cristian Ceresoli, che ha scioccato e meravigliato il pubblico e la critica al Fringe Festival di Edimburgo nel 2012, con Silvia Gallerano, prima attrice italiana a ricevere un riconoscimento europeo come “The Stage” per l’eccellenza attoriale e che torna in tour in Italia.

“E’ uno spaccato del farcela, una piccola storia, che riguarda ognuno di noi”, racconta l’interprete a Tgcom24.

“E’ la storia, semplice, di una ragazza che vuole farcela a tutti i costi in questo mondo di m…a, nello specifico nel mondo dello spettacolo…”, spiega Silvia Gallerano, che da sei anni, da quando lo spettacolo vinse nel 2012 l’oscar del teatro europeo, il prestigioso Edinburgh Fringe First Award, sale tutte le sere sul palcoscenico mostrando la sua vera essenza, senza fronzoli né vestiti, completamente nuda, imperfetta e vera e per questo, forse, più imbarazzante.

“Merda è una parola che usiamo tutti i giorni, colta intuitivamente dall’autore per rendere poetico qualcosa del nostro quotidiano”. E poetico in effetti è il testo di questo spettacolo, così fuorviante, destabilizzante, sconvolgente, che “The Guardian” ha definito “straordinario, terrificante e difficile da guardare, ma impossibile da ignorare”.

La ragazza è disposta a tutto pur di riuscire, pur di avere successo e per un’ora irrompe nel suo flusso ininterrotto di coscienza, ciò che è pronta a fare.

Una piccola storia comune, un impianto semplice, ma un racconto universale, che riguarda tutti, perchépotrebbe essere quello di ognuno di noi”.

E sarà per questo, come racconta l’attrice a Tgcom24, che da sei anni lo spettacolo gira il mondo registrando il tutto esaurito ovunque un enorme successo, varcando i confini del teatro per trasformarsi, sera dopo sera, pubblico dopo pubblico, città dopo città: “La partitura resta la stessa, la griglia pure, ma a seconda di chi ascolta, ogni sera emergono nuovi particolari e lo spettacolo si trasforma davanti al pubblico. Io sono sul palco e le persone ascoltano, ma per ognuno le cose che io dico risuonano in maniera diversa. Ci sono serate in cui si ride, per esorcizzare le battute politicamente scorrete, e serate in cui vige il silenzio e si percepisce la tragicità del testo…”.

La nudità

La nudità passa in secondo piano ed è giusto che sia così: “Bisogna assistere allo spettacolo e poi se ne può discutere… ad ognuno la sua risposta”. Lo spettacolo non ruota attorno alla la nudità, è un teatro di parola, costruito su un corpo:

“La nudità è sdoganata da sempre, e ne vediamo tutti i giorni, quello che sconvolge magari è un corpo vero, che imbarazza di più perché imperfetto. Il testo scritto da Ceresoli è come una partitura musicale, l’autore scrive come se componesse musica e io sono l’interprete, che la suona ogni giorno, e lo faccio con tutto il corpo. A venire fuori è la voce, ma il testo attraversa il corpo e lo scuote tutto, poi si fa voce facendolo scomparire. Non è un corpo erotico quello che è in scena, bensì lo strumento per suonare…”.

Teatro politico o impegnato?

Silvia Gallerano preferisce definire “La merda” un lavoro poetico, uno spaccato della realtà, una panoramica del mondo che ci circonda. Ad ognuno la sua dose di indignazione, vergogna, dolore…
E questo spaccato riguarda l’Italia, come il Canada, l’Inghilterra, l’Australia…: “Ogni Paese vi ritrova i propri riferimenti, i propri rimandi con l’attualità, i propri ricordi storici e culturali. Ciò che mi piace è questo mettermi in pasto a chi mi sta di fronte, ogni sera, e domandarmi: ‘chissà cosa succederà, in che disposizione è il mio pubblico, come mi percepisce. Negli anni ho imparato a non dare nulla per scontato, a non aspettarmi nulla, a non entrare in uno sterile automatismo a non sapere cosa succederà… Questo vuol dire avere cura di chi è dall’altra parte, tenere in considerazione l’incontro tra chi è sul palco e chi è di fronte…

E ogni sera succede qualcosa di diverso:Io cresco, mi succedono delle cose e cambio, e così cambia anche il mio modo di suonare la partitura“. Non c’è intento provocatorio, non c’è denuncia in “La merda”, c’è piuttosto “il desiderio di fare il proprio lavoro di artista, che in questo consiste, nell’essere specchio della realtà”.

Giunto al suo sesto anno di tour l’opera ha fatto repliche su repliche da Adelaide a Copenhagen, passando per Roma, Madrid, San Paulo, Berlino, Vancouver… nonostante una sottile e persistente censura, in particolare in Italia: “Abbiamo capito che il testo può parlare a chiunque, è un testo universale, che dà valore ad un personaggio, ad un essere umano…”.
Questo deve fare il teatro, questo è il suo compito. “Peccato”, conclude la Gallerano, “che in Italia il teatro non sia considerato ancora, come nella maggior parte del resto del mondo, un fondamento della società, un luogo dove la gente si incontra e si confronta, elemento fondamentale nella costruzione di una cittadinanza, un diritto del cittadino…”.

Queste le date del tour
1 > 3 Febbraio 2018 – MILAN, ITALY / Teatro Leonardo – LA MERDA
13 Marzo 2018 – GORIZIA, ITALY / Teatro Verdi – LA MERDA
22 > 23 Marzo – ROMA, ITALY / Auditorium Parco della Musica – LA MERDA
4 > 5 Maggio – FIRENZE, ITALY / Teatro di Rifredi – LA MERDA

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