Friuli terremoto 1976

La ricostruzione post-terremoto del Friuli è durata circa 10 anni ed è ad oggi ricordata come esempio di efficienza e civiltà

L’appuntamento con la storia oggi ci riporta al 6 Maggio 1976, esattamente quarantacinque anni fa: alle 21.02 di quella sera, era un giovedì proprio come oggi, un violento terremoto di magnitudo 6.5 della Scala Richter sconvolse il Friuli, causando morte e distruzione e tracciando un solco indelebile nella vita degli abitanti di quel territorio, per certi versi ancora immerso nella civiltà contadina.

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Impietoso il bilancio di quella terribile scossa: 990 furono i morti, e almeno 45.000, invece, le persone che improvvisamente si trovarono senza casa, rasa al suolo dalla potenza distruttiva del terremoto del Friuli, ricordato come il quinto più disastroso che abbia colpito l’Italia del Novecento, e dai locali soprannominato Orcolat, Orcaccio.

Gli sfollati, che trascorsero l’inverno successivo sulla costa adriatica, poterono rientrare tutti in Friuli entro il il 31 Marzo 1980, all’interno di prefabbricati.

I danni del terremoto si concentrarono soprattutto sulle alture, laddove le costruzioni erano molto vecchie – risalenti almeno al 1900 – e si registrarono i crolli più ingenti. Ed è proprio da lì che partì la ricostruzione: un processo che durò per circa dieci anni e che, ancora oggi, dai friulani ma non solo, viene ricordato come un grande esempio di efficienza e di civiltà.

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