Furti in ospedale pediatrico: ecco come i rom rubavano ai bambini



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Tra i furti in ospedale, i rom si sarebbero impossessati di un tablet contenente le ultime fotografie fatte da una bambina leccese, ora diventata cieca

Furti in ospedale pediatrico Giannina Gaslini di Genova – Dalle stanze dei piccoli pazienti ricoverati, dall’estate scorsa, sparivano cellulari e tablet, insieme ad altri beni posseduti da genitori, medici e infermieri. Mentre i genitori erano impegnati ad assistere i figli, mentre medici e infermieri toglievano fedi nuziali per svolgere il loro lavoro: erano questi i momenti in cui i rom portavano via beni di valore a ricoverati e personale ospedaliero.

Senza alcun rispetto per i piccoli malati e per chi, in ogni modo, cerca di alleviare la sofferenza ai bambin ricoverati al Gaslini di Genova, la banda agiva non destano alcun sospetto.

Ad essere accusati di aver rubato gli oggetti tecnologici otto rom residenti in provincia di Siracusa; i rom erano presenti nell’ospedale perché il figlio di un indagato, dalla nascita, è costretto a ricoveri frequenti presso la struttura.

furti in ospedaleTra i furti, i rom si sarebbero impossessati di un tablet contenente le ultime fotografie fatte da una bambina di Lecce, diventata cieca. Da questa denuncia è partita l’operazione denominata Santa Lucia; purtroppo, ancora oggi, non ci sono tracce del tablet della piccola nonostante gli appelli dei genitori.

Dall’inchiesta è emerso che i rom, nei giorni dei furti, assistevano i figli in ospedale. Dalle perquisizioni nelle abitazioni, alcuni oggetti rubati sono stati ritrovati.

Nell’inchiesta, tuttavia, sono finiti anche due genovesi a cui sono addebitati due furti. Entrambi lavoravano per un’impresa di pulizie  presente nell’ospedale. La presenza nell’indagine dei due italiani, estranei alla banda, ci potrebbe aiutare a non cadere nei soliti pregiudizi sui rom. I ladri, che non si sono fermati neanche di fronte alla malattia dei bambini, purtroppo, non sono solo rom ma anche italiani.

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