Gargano on the road: non solo il mare



Questa settimana aZONzo vi propone una top 5 dei luoghi da visitare per vivere il fascino selvaggio del Gargano on the road

Nel 2014 National Geographic e Lonely Planet hanno definito la Puglia “La regione più bella del mondo”, inserendola al secondo posto tra le 10 mete scelte come “best value travel destinations in the world”“La Puglia“, si legge tra le motivazioni, “vanta il meglio dell’Italia meridionale: i ritmi di vita, le tradizioni, la bellezza dei luoghi. Indomita.” 

L’Italia, secondo Dante, è “Costei ch’è fatta indomita e selvaggia”, come lo sono le sue regioni ed un pizzico in più, forse, quelle del sud. Ed infatti, indomito, impetuoso, focoso, fiero e ribelle è il Gargano: lo sperone d’Italia che si sporge sul mare, ma resta fedelmente arroccato ed attaccato alla sua terra di origine, fatta di monti, boschi e città. Il Gargano, come il suo popolo, è caparbio come un mulo nel conservare tutta la sua asprezza e la sua selvaticità, ma a ragion d’esserlo, tanto da essere meta amata dai visitatori di tutti il mondo, al pari del Salento, il cugino del sud (perché si è sempre meridionali di qualcuno diceva Bellavista), che se ne sta a mollo un po’ più giù, tra l’Adriatico e lo Ionio.

Ecco un piccolo itinerario, con una selezione di 5 posti da sud a nord, assolutamente da vedere, per visitare on the road il Gargano lungo le sue tortuose strade!

#1 Monte Sant’Angelo e l’eremo di Pulsano Monte Sant’Angelo può essere considerato la porta del Gargano, venendo da sud e aZONzo vi ci ha già portato ( –>qui l’articolo<–). Vogliamo però suggerire ai più curiosi, o  a chi vuole visitare luoghi meno turistici del Gargano, l’Abbazia di Pulsano, eletta insieme ad i suoi eremi tra i Luoghi del cuore FAI, nel 2010. Fu costruita sul finire del VI secolo sui resti di un tempio pagano ed in parte ricavata da una grotta naturale, ma solo nel XII San Giovanni da Matera vi fondò l’ordine monastico degli eremiti pulsanesi. Intorno ad essa gli eremi, alcuni davvero quasi inaccessibili, collocati tra strapiombi profondi oltre 200 metri. Un luogo senz’altro carico di suggestività.

Baia San Felice (Ph Ilaria Orzo)
Baia San Felice (Ph Ilaria Orzo)

#2 Mattinata Dopo Monte ecco finalmente il mare. Collocata nel Golfo di Manfredonia, Mattinata regala alla vista un panorama fatto di bianco, blu e verde. Alle spalle il verde della macchia mediterranea sui monti Sacro e Saraceno, che ospita una necropoli dell’età del bronzo,  nel mezzo il bianco del paese edificato a strati e gradoni ricavati dalla roccia su due colline, Castellacelo e Coppa della Madonna, e dinanzi il blu del mare. Mattinata regala forse le spiagge più belle del Gargano, caratteristiche per essere ghiaiose, di ciottoli, o rocciose, incastrate tra gli scogli: Baia dell Zagare e Mattinatella sicuramente le più affascinanti. In località Angiuli, verso il porto, infine, i resti di una villa ed un frantoio romani.

Spiaggia di Vignanotica (Ph Veronica d'Addedda)
Spiaggia di Vignanotica (Ph Veronica d’Addedda)

#3 Vieste e Peschici Percorrendo gli stretti tornanti che si arrampicano sul promontorio, si possono incontrare le splendide Baia del Leone, Vignanotica, Porto Greco, Pugnochiuso e Baia San Felice, dove man mano l’alta costa frastagliata mattinatese lascia il posto al litorale basso e sabbioso. Dopodiché si giunge finalmente alla “perla del Gargano”. Vieste è la più orientale delle cittadine garganiche, probabilmente anche la più nota e visitata, e si affaccia sul mare con le sue Punta San Francesco e Punta Santa Croce, che fronteggia il faro, intervallate dal centro storico e da Marina Piccola.

Vieste: il Pizzomunno sul Lungomare Mattei (Ph Ilaria Orzo)
Vieste: il Pizzomunno sul Lungomare Mattei (Ph Ilaria Orzo)

Ad accogliere i visitatori è la spiaggia del Pizzomunno, l’enorme faraglione che, un po’ re e un po’ guardiano, si erge a pochi metri dalla riva con i suoi 25 metri di altezza. La leggenda viestana narra che quando Vieste era solo un villaggio, vi abitassero un giovane pescatore, Pizzomunno, e Cristalda, la sua amata, che una notte fu rapita e trascinata nelle profondità del mare dalle sirene, innamorate e gelose del giovane. Il mattino seguente Pizzomunno fu trovato pietrificato dal dolore, nell’omonimo scoglio. La leggenda vuole, inoltre, che una notte ogni cento anni i due innamorati si ritrovino per vivere il loro amore.

La spiaggia porta poi al Castello ed al piccolo centro abitato che si inerpica sulla roccia, fatto di case bianche, piccole bottegucce di artigianato locale e piccolissimi viottoli, tra i quali si può visitare nell’omonima piazzetta la famosa Chianca Amara (ove venivano giustiziati uomini e donne di Vieste), culminante nel punto più alto di tutta la cittadina, la Concattedrale di Santa Maria Assunta.

A seguire la zona più bassa e più moderna, terminante con la spiaggia di San Lorenzo, dopo la quale si esce da Vieste, per dirigersi verso Peschici. Peschici, più piccina e più selvaggia, fa parte del Parco Nazionale del Gargano (il terzo parco naturale più visitato in Italia) e si addice maggiormente ai viaggiatori in cerca di paesaggi mozzafiato: la sabbia bianchissima, ai piedi delle montagne verdi e rocciose, che scende piano piano nell’acqua cristallina, fa da tappeto alle incantevoli spiagge di Sfinale e Sfinalicchio, Manaccora, Zaiana e San Nicola. Per chi non può fare a meno di storia e cultura, sono visitabili il Castello Bizantino e l’Abbazia di Santa Calena, entrambi risalenti al IX-X secolo, in stile romanico.

#4 Vico del Gargano Continuando sul litorale verso nord, si arriva a San Menaio, frazione e località balneare di Vico, che conta meno di 200 abitanti ed è famosa per essere la dimora adottiva di Andrea Pazienza, per le sue pinete e per le sue quattro spiagge (di San Menaio, dei Cento Scalini, della Murgia della Madonna e di Calenella). Vico, tra i borghi più belli d’Italia, è il “paese dell’amore”, grazie al suo patrono San Valentino, festeggiato il 14 febbraio, protettore non solo degli innamorati ma anche degli agrumeti. Durante l’intera settimana della festività, vengono addobbate con arance e limoni del Gargano e foglie di alloro le strade e le piazze di Vico, in particolare il celebre Vicolo del Bacio, largo soli 50 cm: lo spazio appena necessario per darsi un bacio, non solo durante quei giorni.

#5 Rodi Garganico Infine Rodi, il cui stemma reca l’essenza della cittadina, raffigurando da un lato un arancio e dall’altro una galea, simboli dell’economia locale e della cultura marinara del luogo. Il territorio di Rodi Garganico, come un trittico scultoreo, vede il piccolo centro abitato, abbarbicato sulla sommità del promontorio, scendere dolcemente verso i due arenili, posti ai lati: l’uno disteso a levante verso San Menaio e l’altro a ponente, con le spiagge di Baia Santa Barbara e Lido del Sole.

Rodi Garganico, il porto
Rodi Garganico, il porto

Luoghi imperdibili in un giro turistico sono: le Chiese di Santa Barbara e San Pietro; il Santuario, in stile barocco, della Madonna della Libera (celebrata durante la festa patronale, nei giorni del 2 e 3 luglio), entro cui è conservata la sacra icona della Madonna, dipinta su tavola e risalente al 1450; il quartiere dei pescatori, detto Chépe abbasce (A testa in giù); la zona portuale, detta Vuccolo, con il trabucco ed il porto turistico, da cui è possibile imbarcarsi alla volta delle Isole Tremiti. Questa, però, è un’altra storia e chissà che aZONzo non ve la racconti prima o poi!

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