gas rinnovabili
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L’utilizzo sistematico dei gas rinnovabili (biometano e idrogeno verde) contribuirebbe grandemente alla riduzione dei gas serra entro il 2030

L’Unione Europea punta a ridurre le emissioni di gas serra almeno del 55% entro il 2030: a questo obiettivo potrebbe concorrere precipuamente un utilizzo più sistematico dei gas rinnovabili. E’ per questo che il consorzio Gas For Climate, composto da undici società di infrastrutture energetiche afferenti a nove Stati membri (tra cui l’italiana Snam) ha presentato all’Ue un nuovo policy paper che stabilisce che entro il 2030 almeno l’11% delle energie utilizzate siano gas rinnovabili.

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Il raggiungimento di tale soglia limite è sostenuto da ulteriori due sotto-obiettivi: lo stesso policy paper stabilisce infatti che almeno l’8% del gas rinnovabile utilizzato entro il 2030 sia biometano (già disponibile e scalabile a livello commerciale in maniera sostenibile), mentre riserva un 3% all’idrogeno verde, il cui mercato è atteso si espanda nei prossimi anni.

Il policy paper presentato all’Ue, che dovrebbe essere incluso nella prossima direttiva Europea sulle energie rinnovabili, è solo il primo di una serie di provvedimenti che Gas for Climate presenterà nel corso del 2021: tra gli altri, si attendono l’incubazione della Biomethane Alliance e l’aggiornamento della domanda sull’idrogeno. Questo dopo un 2020 passato ad analizzare i percorsi di decarbonizzazione, che hanno appunto portato a vedere nel biometano un alleato imprescindibile verso la riduzione dei gas serra.

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