Gatto selvatico: l’avvistamento di un raro esemplare sull’Appennino bolognese



gatto selvatico
immagine da pixabay

Un raro esemplare di gatto selvatico ruba la scena ai lupi. Le foto trappola lo hanno immortalato sull’Appennino bolognese

Un raro esemplare di gatto selvatico ruba la scena ai lupi. Un incontro casuale, quello della foto trappola piazzata sull’Appennino bolognese con l’animale.

Un felix silvestris, come confermano il professor Mauro Delogu, la dottoressa Carmela Musto della clinica universitaria di Ozzano e il dottor Edoardo Velli dell‘Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). Capita raramente di incontrare il gatto selvatico sull’Appennino tosco-emiliano, poiché si tratta di un esemplare legato ad habitat forestali, in particolare di latifoglie. Vive generalmente a quote medio basse per evitare la neve. Nel bolognese, infatti, i suoi avvistamenti sono sporadici e recenti: due lo scorso anno.

La sua identificazione in natura può essere problematica e incerta anche perché morfologicamente è simile al gatto domestico anche se apparentemente di struttura più robusta a causa del pelo più folto e lungo. La colorazione di fondo è grigio-avana, che appare uniforme sulle parti superiori, i lati e la coda; le parti inferiori sono di colore crema che diventa quasi bianco sul mento, sulla gola, sul petto e nella regione interna delle cosce; caratteristiche striature più scure e irregolari si evidenziano sulla testa, lungo i fianchi e sulle gambe. Un carattere che lo identifica è una stria dorsale scura e ben definita che da dietro alle spalle arriva alla base della coda; questa ha sempre la punta nerastra e una serie di anelli del medesimo colore (di norma 2-4), quasi sempre completi.

Mostra tendenzialmente abitudini notturne, si ciba di piccoli vertebrati (uccelli e mammiferi) e non costituisce pericolo alcuno per l’uomo. È specie molto schiva e di difficile avvistamento.

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