Giuditta Perna: la morte all’attenzione dei media



Giuditta Perna
Giuditta Perna, il ritrovamento del cadavere presso Monteverde (AV)

La notizia del ritrovamento di Giuditta Perna, nel rispetto per il dolore dei familiari, sembra non valutare le possibili elucubrazioni dei media

Il ritrovamento di Giuditta Perna, la ragazza scomparsa da Ruvo Del Monte, il cui cadavere è stato rinvenuto il 29 gennaio nell’avellinese, è stato un avvenimento provvidenziale in vista dell’imperversare, in queste ore, del maltempo, che avrebbe potuto occultare ancora a lungo la morte della giovane studentessa. Una considerazione, questa, che guarda con rispetto al dolore e all’agonia dei familiari, ma che da un lato sembra non valutare le possibili elucubrazioni dei media.

Giuditta Perna
Giuditta Perna, il ritrovamento del cadavere presso Monteverde (AV)

Eppure va notato come gli elementi, finora emersi da questo caso di cronaca nera, non abbiano infiammato l’opinione pubblica, né tenuto i telespettatori incollati a uno schermo, come recenti e clamorosamente noti casi.

Toccherebbe interrogarsi sul perché.

Di sicuro un tragico dato si riscontra nella scomparsa della compianta Giuditta Perna, che non ha calamitato l’occhio dei media come avrebbe dovuto, quanto ovviamente farà il tragico epilogo della vicenda. Tutti fremono all’ipotesi del delitto, ma sono già pronti a dimenticarsi di Giuditta se verrà confermato il suicidio. E questo è davvero terribile.

L’informazione media italiana, che rappresenta per lo più un tentativo divulgativo e non propriamente un concreto sistema informativo, ci profila sempre più scene del crimine che nemmeno Grissom e compagni, mentre negli studi televisivi s’inscenano pedanti sentenze alla Law & Order: una morbosità che ci fa accanire su questi cadaveri, rendendoli doppiamente vittime.

Noi siamo gli ossessivi voyeur che, con fare giudicante e  improvvisata preveggenza probatoria, si appellano al diritto d’informazione. Lo spiattellamento sulla vita altrui, al pari di un mero pettegolezzo da bar, sembra essere l’unico modo in cui vogliamo e sappiamo informarci, o semplicemente fingiamo di farlo. Attoniti davanti alla nostra vita, ma informati sulla morte degli altri, aggiungiamo un nuovo paragrafo al pensiero di Susan Sontag, che ci riteneva passivi alle immagini, e che ora rabbrividirebbe dinanzi al nostro insano interesse.

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