Gomorra

Se Gomorra diventa realtà, arrestati a Pavia i componenti di una banda che emulava i protagonisti della celebre serie TV e si vantava delle proprie gesta criminali

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Se Gomorra diventa realtà. Arrestati  a Pavia i componenti di una banda che emulava i protagonisti della celebre serie tv e si vantava delle proprie gesta criminali. I carabinieri hanno sgominato una banda coinvolta in traffico di armi, estorsioni, rapine, incendi, danneggiamenti con esplosioni di armi da fuoco e ordigni artigianali, reati contro il patrimonio e spaccio di droga. 24 in totale le persone arrestate, tra di loro anche il marito della donna uccisa a Dorno alla fine di giugno. Secondo gli investigatori questa banda si ispirava alla serie tv Gomorra, al punto da aver creato su Youtube un video musicale in cui parlavano del loro programma criminale. 56 in totale le persone indagate, accusate di associazione per delinquere finalizzata al traffico di armi e alla commissione di estorsioni, incendi, attentati dinamitardi e rapine.

banda
immagine di repertorio

Secondo quanto si apprende dalle carte dell’indagine, la banda si era insinuata nel territorio di Vigevano, e nella zona della Lomellin“grazie a una marcata penetrazione nel tessuto sociale e commerciale e con aderenze in alcuni settori della pubblica amministrazione che ne hanno amplificato la pericolosità”. In aggiunta a questo, è emerso dalle indagini come essi si vantassero dei loro misfatti con le amanti e con i figli,  che venivano poi condotti sui luoghi dei reati ed essere così indottrinati. Oltre al sequestro delle armi utilizzate dalla banda, tutte con le matricole abrase, i carabinieri hanno anche sequestrato 20 piante e 300 grammi di marijuana, 60 dosi di cocaina e 150 grammi di hashish, oltre a 6mila euro in contanti e sei banconote da 50 euro false.

Nelle intercettazioni effettuate nell’ambito di questa operazione, è emerso un linguaggio codificato, ad esempio:i “cani con il guinzaglio“erano le forze dell’ordine in divisa, i “cani senza guinzaglio” quelli in borghese. Un vero e proprio arsenale quello ritrovato dalle forze dell’ordine. I componenti della banda erano infatti in possesso di nove pistole, un fucile semiautomatico, un fucile ‘a canne mozze’, un fucile ‘a pompa’, quattro carabine con sistemi di precisione ottici, una penna-pistola, una bomba artigianale, migliaia di cartucce e proiettili, indice questo della loro pericolosità e della prosecuzione delle loro azioni criminali sul territorio.

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