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Foto dal sito ufficiale del Governo italiano

Governo Conte, i tre obiettivi per mantenere in piedi la legislatura e arrivare fino al 2022

Il pericolo di caduta del Governo Conte è scampato. Ma ora arrivano le vere beghe per il Presidente del Consiglio e la sua squadra.

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Perchè, al netto della tenuta alle Camere, si può parlare esclusivamente di vittoria di Pirro.

I 153 voti effettivi al Senato (escludendo i tre dei senatori a vita e senza continare nuovi, eventuali, costruttori), impongono infatti una road map precisa. Chi si insinui tra i solchi di una realtà italica devasta dalla pandemia e, in contemporanea, da una crisi economica senza precedenti.

Osservando in maniera oggettiva i dati a disposizione, è facile constatare come l’obiettivo primario sia il 2022. Con tanto di tre step specifici che permettano di tamponare la situazione generale, e di traghettare il Paese verso nuove elezioni.

  1. Luglio e il semestre bianco

La prima tappa che il nuovo assetto si pone è senza dubbio l’arrivo, in maniera più o meno indenne, al mese di luglio. In questo periodo scatta il semestre bianco della Presidenza della Repubblica che consentirebbe di prendere fiato ad una maggioranza dalla coperta cortissima. Questo primo obiettivo è raggiungibile solamente a due condizioni. La prima è la creazione di un supporto parlamentare di garanzia (con tanto di nascita di nuovi contenitori politici che appoggino il governo). Il secondo è la realizzazione di almeno buona parte dei lavori (Recovery Plan su tutti) utili alla Nazione per ripartire.

2. Attivazione del Recovery Plan e prosecuzione del lavoro su giustizia, lavoro e fisco

Il secondo punto è strettamente legato al primo. Qualora ci fosse maggiore tempo, grazie anche all’impossibilità di sciogliere le Camere, il Governo Conte e la maggioranza saranno obbligati a fare tutto ciò che si erano (e si sono) imposti per far riprendere il territorio dopo la pandemia. Chiaramente il Recovery Plan è il perno dell’intero gioco politico, ma non è tutto ciò che occorre nel breve/medio periodo. Oltre all’annosa questione sul blocco dei licenziamenti – che porterebbe a una carneficina subito dopo marzo – i giallorossi dovranno fare i conti su alcune riforme espressamente richieste dall’Europa e strettamente collegate al piano di finanziamenti. Giustizia, lavoro e fisco, quindi, rappresentano tre snodi fondamentali per il proseguio dell’attività. Che potrebbero, però, scontrarsi con la sensibilità di vecchi e nuovi costruttori. Senza contare la nuova legge elettorale e la fine dell’iter di revisione costituzionale, così come confermata dal referendum ultimo.

3. Elezione del nuovo Presidente della Repubblica e tornata elettorale

L’ultima – e maggiormente complicata – fase. Che inizierebbe nel mese di febbraio, per terminare tra maggio e giugno. A inizi febbraio sarà necessario eleggere il nuovo Capo dello Stato, facendo attenzione a quella che è (o sarà) la composizione della camere riunite in seduta comune. Successivamente a questa, la strada sarà spianata per una nuova tornata elettorale. La Costituzione indica un periodo compreso tra i 45 e i 70 giorni antecedenti lo scioglimento delle camere. E da questo punto di vista la tabella di marcia sembrerebbe rispettata in tutto e per tutto.

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