governo draghi, ministri

Per il nuovo Governo Draghi si prevede una fiducia larga, la più ampia della storia. Mercoledì il premier terrà il suo discorso al Senato


Molte le questioni da dover affrontare, per il neo presidente Mario Draghi la strada è tutta in salita. Dalla questione ancora dolente del Recovery Fund, al proseguimento decisionale sulla pandemia da Covid-19, tante le questioni ancora irrisolte che, mercoledì, il nuovo premier dovrà discutere a viso aperto. Nel frattempo, la lotta al Covid continua ad avere priorità assoluta ed è così che il ministro Speranza decide di estendere il divieto d’apertura delle piste sciistiche. Guardia alta anche per la nuova variante del virus che potrebbe portare a scelte ancora più restrittive di quelle attualmente messe in campo. Tra i temi da affrontare rimangono gli aiuti ristori e la nomina dei sottosegretari. Sicuramente però, buona parte del discorso programmato da Draghi riguarderà il Recovery, i vaccini e la scuola.

La fiducia

Mercoledì, Mario Draghi sarà impegnato a tenere in un lungo discorso al Senato, per poi fare un passaggio di consegna alla Camera e ricevere, infine, il consenso del Governo. Con molta probabilità, il voto di fiducia slitterà a giovedì, ma già si ipotizza una fiducia larga, incassando un consenso quasi unanime. Per il nuovo Governo già si parla di record, guadagnandosi il primo posto nella storia repubblicana, in termini di consenso. Si parla di pochissimi no, probabilmente al disotto dei 50 alla Camera e 30 al Senato. Una volta ottenuto il consenso dalle due aule, il nuovo premier dovrà fare i conti con i numerosi punti dolenti lasciati in eredità dal Governo Conte.

Il nuovo team

Il nuovo team si compone di 23 ministri, 8 tecnici e 5 politici. Il 75% dei team proviene dal nord, 8 dei quali sarebbero lombardi, quattro veneti. Le donne sono un terzo, all’incirca 8 su 23, arrivando al 33%.

Il governo Draghi è composto da 23 ministri, di cui 15 politici e 8 tecnici. Vi è alla base una fortissima rappresentanza settentrionale: il 75% dei membri del Governo provengono dal Nord, addirittura 8 sono lombardi, quattro i ministri veneti. L’età media è di 54 anni.

Qui la lista: Luigi Di Maio agli Esteri, Lamorgese all’Interno; Marta Cartabia alla Giustizia; Franco all’Economia; Gerini alla Difesa; Giorgetti allo Sviluppo economico; Patuanelli all’Agricoltura; Cingolani alla Transizione ecologica; Franceschini alla Cultura; Speranza alla Salute; Giovannini alle Infrastrutture, Orlando al Lavoro, Bianchi all’Istruzione; Messa all’Università; D’Incà ai Rapporti al Parlamento; Colao all’Innovazione tecnologica; Brunetta alla Pubblica Amministrazione; Gelmini agli Affari regionali; Carfagna al Sud; Bonetti alle Pari opportunità; Stefani alle Politiche per la disabilità; Dadone alle Politiche Giovanili; Massimo Garavaglia al turismo.