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Immagine da Twitter AC Milan

Ibrahimovic torna e decide la partita di Cagliari con una doppietta d’autore ma il Milan ha dimostrato di essere squadra anche senza il suo leader

Zlatan Ibrahimovic è un fuoriclasse, il Milan è una grande squadra. Questi i verdetti del post-Cagliari e della prima metà di campionato. La doppietta dello svedese alla “Sardegna Arena” certifica l’ovvio, lo svedese è un campione di dimensioni mondiali anche ad un’età calcisticamente avanzata ma, come ha sottolineato Pioli ai microfoni post-partita, il Diavolo ha una rosa ampia e di qualità che ha dimostrato la sua forza proprio nel momento più delicato di questa prima parte di stagione, nei 57 giorni di assenza del suo leader.

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Tutto parte dalla struttura e dall’idea di gioco che mister Pioli ha dato alla squadra. Il modulo è stato assimilato da tutti i giocatori e la filosofia resta invariata a prescindere dagli interpreti. Senza Ibrahimovic il Milan perde un punto di riferimento di assoluto valore ma il suo sostituto Leao ha garantito gol e assist puntando su altre caratteristiche, velocità e imprevedibilità. La difesa è solida grazie alla leadership di Kjaer e alla presenza enorme anche a livello vocale di un Donnarumma sempre più colonna. In mediana pesa l’assenza di Bennacer ma Kessie si sta confermando a livelli assoluti ed è in crescita anche Tonali, così come cresce Diaz sulla trequarti, un giocatore che da imprevedibilità e colpi diversi ma complementari rispetto a quelli del titolare Calhanoglu.

Fondamentale è poi l’armonia che si è creata nello spogliatoio, fuori dal rettangolo di gioco e anche ai vertici societari. Le parole di Ibrahimovic ai microfoni di Sky sono l’esempio di quanto il Milan sia diventato una famiglia dove il concetto di squadra prevale su ogni individualità e dove giovani e veterani si stimolano a vicenda per ottenere una crescita generale. Società e dirigenza stanno facendo uno sforzo importante per migliorare la squadra sul mercato e per garantire continui ricambi di qualità allo staff tecnico che deve gestire una stagione fitta di impegni e complicata dalla pandemia.

L’unica nota dolente di questo avvio di stagione è rappresentato dalla continua emergenza. Tra Covid e infortuni di vario genere, il Milan ha potuto schierare la formazione titolare una sola volta in 28 gare ufficiali. Un dato incredibile che però certifica la bontà del progetto e la qualità della rosa, visti i risultati in Serie A e nelle coppe. Il vero regalo di questo 2021 per il Milan sarebbe il recupero a pieno regime di tutti gli infortunati: con la rosa al completo, come direbbero negli Stati Uniti, per il Diavolo “The sky is the limit.

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