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Ecco perché la Lega di Salvini e FDI con Giorgia Meloni potrebbero trarre dei vantaggi da questo nuovo governo di Mario Draghi

Il Governo guidato da Mario Draghi è, a tutti gli effetti, al completo. Ieri si è concluso il consiglio dei ministri dove sono stati approvati la lista dei sottosegretari e viceministri. Saranno 19 donne e 20 uomini. Da definire soltanto il sottosegretario con delega allo sport. L’ufficialità ha provocato non pochi malumori in un esecutivo che sempre di più acquista i connotati di una accozzaglia informe e senza prospettiva. Il completamento dell’occupazione dei ruoli istituzionali certifica a pieno titolo la sconclusionata “macedonia” di figuri che occuperanno ruoli strategici per il futuro del Paese.

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Nel nuovo governo, formatosi dopo la crisi aperte di Renzi, come ben sappiamo, acerrimi nemici sono scesi a patti per governare insieme mentre amici di merenda si sono salutati. La Meloni fuori dal governo, la Lega che ha avuto più nomine per i sottosegretari rispetto agli altri partiti. Chi vince in questo gioco? Forse un po’ tutti. Draghi sicuramente, continua ad avere un consenso molto ampio. Il m5s, forse, scampato il pericolo scissione imminente potrebbe pensare anche di essere il partito leader di questo governo. E a quanto pare anche la Meloni uscirebbe migliorata da questa situazione benché il governo Draghi sia partito con livelli di gradimento popolare molto elevati, esiste comunque un settore non marginale dell’opinione pubblica che non ha fiducia nel nuovo esecutivo. I dati YouTrend per Sky TG24 parlano del 35%, un dato che consente a Fratelli d’Italia di guardare con fiducia alla possibilità di una crescita elettorale nel breve-medio termine. Non tutto quel 35% è, ad oggi, elettorato potenziale per Giorgia Meloni. Ma fornisce sicuramente un margine di crescita a un partito che oggi, secondo la Supermedia YouTrend/Agi, si colloca intorno al 16% dei consensi. Una fetta davvero alta che permetterebbe alla Meloni di staccarsi dai suoi falsi amici, Berlusconi e Salvini, grazie a Draghi. Chi lo avrebbe mai detto.

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