Joe Biden Trump Blinken
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Il team Biden prende forma con la nomina a segretario di Stato per Anthony Blinken. La nomina conferma la scommessa internazionalista

La scelta ricade su Anthony J. Blinken, vecchia conoscenza del neoeletto presidente Joe Biden durante l’amministrazione Obama. Biden punta a ricostruire una solida politica estera, spazzata via dagli “anni rossi” dell’ex presidenza Trump. Per farlo, chiede aiuto all’esperto di politica estera Anthony Blinken, ex Consigliere della Sicurezza Internazionale durante la presidenza Obama.

Chi è Anthony Blinken

Blinken, 58 anni, vanta un curriculum di tutto rispetto. Gli inizi della sua carriera lo hanno visto al fianco di alcuni dei nomi più noti del parterre democratico.

Al fianco di Michael Dukasis, in lotta alla presidenziali con il repubblicano George H. W.  Bush, braccio destro di Clinton e in ultimo di Obama, l’esperienza di Blinken è l’asso nella manica di una neo presidenza che punta a concorrere con i colossi internazionali.

Un cambio di rotta radicale rispetto all’inno trito e ritrito dell’America First, a una politica fatta di boarders e di muri, tanto cara al tycoon americano Trump, ancora aggrappato a una poltrona che non vuole lasciare andare.

Il profondo blu

Oltre a Blinken, Biden chiama all’appello Jake Sullivan  e Linda Thomas-Greenfield. A Sullivan spetterebbe il posto di Consigliere della Sicurezza Nazionale, mentre per Greenfield, Biden pensa a un posto nel suo Consiglio di Sicurezza. Il team Biden prende sempre più forma e lo fa radicandosi in un profondo blu.

Le porte della diplomazia

Esperto di politica estera, Sullivan è stato a lungo consigliere fidato della democratica Hillary Clinton, oltre che Segretario di Stato. Un fil rouge che lega Sullivan e Blinken a una visione condivisa di internazionalismo, la stessa su cui il presidente Joe Biden avrebbe deciso di puntare.

Diplomatica e ambasciatrice ONU, Linda Thomas-Greenfield potrebbe occupare un posto di tutto rilievo al tavolo del Consiglio di Sicurezza. Biden punta su una riapertura dell’antica arte della diplomazia e su una visione che tenga conto di nuove alleanze. In realtà, le scelte del neopresidente non sorprendono granché, in particolare per Blinken, che per oltre 20 anni è stato al fianco del neopresidente.

Gli obiettivi di Blinken

Il compito affiato ad Anthony Blinken sarà quello di ricostruire la credibilità degli Stati Uniti in termini di alleato fidato, includendo un ripristino sugli accordi climatici di Parigi e gli accordi sul nucleare.

Bisogna semplicemente constatare che i problemi che stiamo affrontando come paese o come pianeta -che sia il cambiamento climatico, una pandemia o la diffusione di armi potenzialmente pericolose- non possono avere soluzioni univoche e unilaterali‘.

Ha affermato Blinken durante un incontro tenutosi presso l’Hudson Institute lo scorso luglio, aggiungendo che: ‘Anche una nazione potente come gli Stati Uniti non può affrontare tutto questo da sola‘.

Cina, India ed Europa

Nella corsa con la rivale Cina, Blinken punta sul multilateralismo, dunque senza dover per forza costringere gli alleati a scegliere tra le due superpotenze economiche. Tra gli obiettivi del neosegretario ci sarebbe anche un ritorno d’interesse ai paesi indopacifici che, di recente, avrebbero sottoscritto uno dei più importanti accordi commerciali con la Cina.

Da recuperare anche l’Africa, scenario fertile per le manovre della rivale cinese che, negli anni, ha sempre di più puntato sulle nuove tecnologie e sugli investimenti di infrastrutture.

Cambio di rotta anche sui rapporti con l’Europa che, secondo Blinken, diventerà il principale interlocutore degli Stati Uniti.