Impeachment: al via il processo contro il presidente Trump

Trump, usa
immagine da Pixabay

Al Senato il presidente della Corte Suprema ha aperto formalmente l’ultima fase del processo di impeachment, mentre sono arrivate altre prove contro Trump

Il giorno della verità è arrivato, il processo è iniziato e Trump si trova a fare i conti con le accuse di abuso di potere e ostruzione ai lavori del Congresso. È la terza volta nella storia che un processo di impeachment arriva al Senato, dopo quelli contro Andrew Johnson e Bill Clinton inaugurando un periodo in cui le tensioni tra Repubblicani e Democratici aumenteranno ulteriormente. Tutto ciò sullo sfondo delle primarie Democratiche e della campagna elettorale per le presidenziali di novembre.

Giovedì John G. Roberts, il giudice che presiede la Corte Suprema, di orientamento conservatore, ha prestato giuramento ufficiale e ha assunto l’incarico di presidente del processo al Senato. Tutti i senatori hanno prestato giuramento, che uno per uno hanno firmato un libro speciale, prima di aggiornare la seduta a martedì prossimo. Adam Schiff, deputato Democratico che guida la delegazione di sette membri della Camera che faranno la pubblica accusa, ha letto i due capi d’accusa approvati dalla Camera lo scorso dicembre.

Impeachment

La telefonata incriminante che ha portato al processo di impeachment di Trump risale allo scorso 25 Luglio. L’allora neo presidente ucraino Volodymyr Zelensky ricevette una telefonata dal presidente che chiedeva di indagare sul server privato di posta elettronica di Hilary Clinton. Inoltre il presidente chiedeva informazioni su Joe Biden, probabile avversario alle elezioni presidenziali del 2020.

lntanto il presidente Trump affida a Twitter il suo pensiero sull’inizio del processo. Il suo tweet dal tono sarcastico e quasi arrabbiato (l’utilizzo del maiuscolo) recita: Sono stato messo sotto impeachment per aver fatto una telefonata perfetta“.

Il processo

Non ci sono dubbi che il Senato, dove c’è una salda maggioranza Repubblicana, respingerà la proposta di impeachment: ma i senatori Repubblicani sono divisi sulle modalità con cui difendere il presidente, cioè se cercare di concludere in fretta il processo come vorrebbe Trump oppure se chiamare nuovi testimoni per aggiungere elementi che lo discolpino.

Intanto arrivano nuove accuse per il presidente. Prove che potrebbero peggiorare la posizione di Trump, al Senato ma soprattutto nell’opinione pubblica. Mercoledì infatti Lev Parnas, un collaboratore di origini ucraine dell’avvocato personale di Trump ha presentato un blocco di messaggi, chiamate telefoniche e altri documenti che suggeriscono che gli avvocati di Trump abbiano messo sotto sorveglianza Marie Yovanovitch, all’epoca ambasciatrice degli Stati Uniti in Ucraina. Inoltre gli avvocati pare che abbiano investigato su Biden e su suo figlio Hunter. In diverse interviste, Parnas ha detto che tutte le attività sue erano dirette da Trump.