India: donna resiste ad uno stupro. Viene bruciata viva



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Una donna 27enne resiste allo stupro del cognato in India e viene bruciata viva. Nessuno interviene per soccorrerla

Nella notte tra l’1 e il 2 novembre 2017 in un villaggio dell’India (Labhari) Neleem, una giovane vedova che viveva da sola è stata aggredita dal cognato con l’intenzione di stuprarla. La 27enne resiste allo stupro ma l’uomo le dà fuoco. Nessuno è potuto intervenire per spegnere le fiamme.

Il padre della giovane vittima ha subito sporto denuncia contro l’uomo di nome Jetendra che gli agenti in queste ore stanno cercando.

La notizia è stata diffusa da tutti i media indiani. Il direttore per l’Asia meridionale di Human Rights Watch, Meenakshi Ganguly, ha dichiarato di fronte all’evento, che in india dopo il caso di 5 anni fa dello stupro mortale sull’autobus della giovane Jyoti Singh Pandey qualcosa sta cambiando, che lo Stato ha promosso una serie di riforme del diritto penale su questa materia. Molta però è ancora la strada da fare, affinché le vittime vengano trattate con la dignità che meritano.

In India, infatti, è stimato dalle statistiche uno stupro ogni 20 minuti e spesso le donne che presentano denuncia sono considerate colpevoli. Lo stupro inoltre è anche un modo per imporre la disciplina patriarcale alle donne indiane o come strumento di dominio da parte delle caste superiori. Per gli induisti la donna è “dharma”, serva e pertanto deve sottostare alla mascolinità dell’uomo.

Come in India purtroppo, sono ancora molti i Paesi in cui le donne sono vittime di stupro da parte di familiari, amici o estranei; spesso avvengono in nome della religione o anche solo per dar sfogo a istinti maschili che andrebbero frenati. E così ogni anno il numero di violenze nei confronti delle donne aumenta in tutto il mondo.

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