27 Ottobre 2026 - 10:50

IRPEF 2027, aliquota al 33% fino a 60mila euro: chi risparmierebbe e cosa sappiamo

irpef

In sintesi. Per la Manovra 2027 si discute di estendere l’aliquota IRPEF del 33% ai redditi fino a 60mila euro, contro l’attuale soglia di 50mila. Al 27 ottobre 2026 si tratta solo di un’ipotesi: non esiste un testo approvato, il costo per i conti pubblici è considerato elevato e il beneficio riguarderebbe soltanto chi guadagna più di 50mila euro.

I punti chiave

  • Lo scaglione IRPEF al 33% oggi si chiude a 50.000 euro di reddito; l’ipotesi per la Manovra 2027 lo estende fino a 60.000 euro.
  • L’estensione dello scaglione al 33% interesserebbe solo i contribuenti con un reddito superiore a 50.000 euro.
  • Il risparmio previsto dall’ipotesi IRPEF 2027 si concentrerebbe sulla fascia di 10.000 euro di reddito compresa tra 50.000 e 60.000 euro.
  • L’importo stimato del costo della misura per i conti pubblici non è stato reso noto, ma il costo è considerato elevato.
  • Le aliquote e gli scaglioni IRPEF in vigore non cambiano finché la normativa della Manovra 2027 non viene approvata in via definitiva.

Per la Manovra 2027 si discute di estendere l’aliquota IRPEF del 33% fino a 60mila euro di reddito, contro l’attuale soglia di 50mila. Per ora è solo un’ipotesi: non c’è un testo approvato e il costo per i conti pubblici è considerato elevato.

Cosa prevede l’ipotesi sull’IRPEF 2027

La proposta allo studio per l’IRPEF 2027 riguarda un solo scaglione, quello tassato al 33%. Oggi lo scaglione al 33% si chiude a 50mila euro di reddito. L’ipotesi è spostare la soglia a 60mila euro.

Scaglione IRPEF al 33% Limite massimo di reddito
Regola attuale 50.000 euro
Ipotesi per la Manovra 2027 60.000 euro

La misura fa parte di un ragionamento più ampio sulla riduzione delle tasse sui redditi da lavoro, che torna tra i temi principali della Manovra 2027. Le altre ipotesi in discussione non sono state rese note nel dettaglio.

Chi potrebbe risparmiare con il taglio IRPEF 2027

L’allargamento dello scaglione al 33% fino a 60mila euro interesserebbe solo i contribuenti con un reddito superiore a 50mila euro. Chi guadagna meno di 50mila euro non vedrebbe alcuna differenza per effetto di questa sola misura, perché il suo reddito resta già tutto entro lo scaglione attuale.

Per capire il meccanismo serve un chiarimento sulle aliquote IRPEF. L’aliquota di uno scaglione non si applica a tutto il reddito, ma solo alla parte di reddito che cade dentro quello scaglione. Chi supera una soglia paga l’aliquota più alta soltanto sugli euro eccedenti.

Con l’ipotesi della Manovra 2027, la fascia di reddito tra 50mila e 60mila euro passerebbe al 33%. Oggi quella fascia è tassata con l’aliquota più alta prevista oltre i 50mila euro. Il risparmio, quindi, si concentrerebbe sui 10mila euro compresi tra le due soglie.

Chi ha un reddito di 60mila euro o più otterrebbe il beneficio massimo previsto dalla misura, cioè quello calcolato sull’intera fascia da 10mila euro. Chi ha un reddito tra 50mila e 60mila euro otterrebbe un beneficio proporzionale alla parte di reddito che supera i 50mila euro.

Perché non ci sono ancora cifre precise sul risparmio

Il risparmio fiscale 2027 in euro non si può ancora calcolare con certezza. Il primo motivo è che l’ipotesi non è stata tradotta in una norma. Il secondo è che il beneficio dipende dalla differenza tra il 33% e l’aliquota applicata oggi sopra i 50mila euro, oltre che da eventuali modifiche ad altri scaglioni.

Conta anche il sistema delle detrazioni. L’imposta effettivamente pagata non dipende solo dalle aliquote IRPEF, ma anche dalle detrazioni per lavoro dipendente, per familiari a carico e dalle altre agevolazioni. Una riforma degli scaglioni può essere accompagnata da interventi sulle detrazioni che cambiano il risultato finale.

Per questo, sulle tasse stipendi 2027, la grandezza da guardare è il reddito netto annuale, non la sola aliquota. Due contribuenti con lo stesso reddito lordo possono avere un netto diverso in base alla propria situazione familiare e alle detrazioni a cui hanno diritto.

Quanto costa la misura e cosa succede adesso

L’estensione dello scaglione al 33% fino a 60mila euro avrebbe un costo significativo per i conti pubblici. L’importo stimato non è stato reso noto. La realizzazione della misura dipenderà dalle risorse che il Governo riuscirà a trovare nella Manovra 2027.

Qualsiasi modifica all’IRPEF 2027 resta subordinata all’approvazione della normativa definitiva. Fino a quel momento le aliquote e gli scaglioni in vigore non cambiano, e nessun datore di lavoro o sostituto d’imposta applicherà le nuove regole in busta paga.

Il passaggio da seguire è la presentazione del testo della Manovra 2027 e il successivo esame parlamentare. Solo con il testo approvato sarà possibile calcolare, caso per caso, l’effetto della riforma sul netto in busta paga. ZON.it aggiornerà questa guida con esempi di calcolo quando le aliquote saranno ufficiali.

Domande frequenti

Cosa cambia con l’IRPEF al 33% fino a 60mila euro nel 2027?

Per la Manovra 2027 si discute di spostare il limite dello scaglione IRPEF al 33% da 50.000 a 60.000 euro di reddito. La fascia di reddito tra 50.000 e 60.000 euro passerebbe così all’aliquota del 33%. Si tratta di un’ipotesi: non esiste ancora un testo approvato.

Chi guadagna meno di 50mila euro risparmia con il taglio IRPEF 2027?

No, l’estensione dello scaglione IRPEF al 33% fino a 60.000 euro non cambia nulla per chi guadagna meno di 50.000 euro. Il reddito di questi contribuenti rientra già per intero nello scaglione attuale. La misura interessa solo i redditi superiori a 50.000 euro.

Quanto si risparmia con l’IRPEF al 33% fino a 60mila euro?

Il risparmio in euro dell’ipotesi IRPEF 2027 non si può ancora calcolare con certezza, perché la misura non è stata tradotta in una norma. Il beneficio massimo andrebbe a chi ha un reddito di 60.000 euro o più ed è calcolato sull’intera fascia di 10.000 euro tra 50.000 e 60.000 euro. Il risultato finale dipende anche da eventuali modifiche ad altri scaglioni e alle detrazioni.

Quando entra in vigore la nuova aliquota IRPEF al 33%?

L’estensione dell’aliquota IRPEF al 33% fino a 60.000 euro entrerebbe in vigore solo con l’approvazione definitiva della Manovra 2027. Fino ad allora aliquote e scaglioni attuali restano invariati e nessun datore di lavoro applica le nuove regole in busta paga. La realizzazione della misura dipende dalle risorse che il Governo riuscirà a trovare.

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