Isis

L’Isis, fra le varie prescrizioni nei confronti della popolazione civile, ha applicato il divieto di possesso dei gatti in ambiente domestico.

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Isis – Sembra trattarsi di un episodio frutto di una superstizione medievale, invece è quanto è avvenuto realmente nei territori iracheni controllati dal Califfato. A Mosul, come nei territori circostanti, è stata emessa una fatwa contro la cura dei gatti, in quanto ritenuti non compatibili con il credo e l’ideologia jihadiste. Pertanto, tutti i cittadinIsisi sono tenuti ad abbandonare i propri gatti, in linea col dettame dello Stato Islamico. La decisione è stata presa dal Comitato Centrale del Califfato, composto sia da esponenti religiosi, sia da alti ufficiali dell’esercito “nero”. Paradossale il fatto che sia stato preso un provvedimento che contrasta con le credenze della religione musulmana. Nell’Islam, infatti, l’animale felino è considerato simbolo di purezza, dunque un essere dalle energie positive. Nell’antecedente cultura mesopotamica ed egiziana, il gatto era un animale sacro, al pari della mucca nelle credenze hindu.

Ancora una volta, l’Occidente rimane colpito dall’eccentricità di certe credenze mediorientali, come il divertente episodio inerente all’attacco delle donne curde di Kobane, per il quale le milizie dello Stato Islamico sarebbero fuggite per aver dato credito alla superstizione per la quale non vi sarebbe paradiso per colui che venisse ucciso da una donna.

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