Tra Carta E Pixel: L’Isola Della Paura/Shutter Island e il rovesciamento



Shutter Island

In questo terzo appuntamento con Tra Carta E Pixel, analizzeremo il contributo dato da Dennis Lehane per Shutter Island di Martin Scorsese

Vi sono tante opere letterarie che non hanno la stessa rilevanza mediatica di altre, ma che meriterebbero tantissimo spazio. Il motivo principale è quello della loro trasposizione cinematografica, che molte volte è più famosa. In Tra Carta E Pixel, cercheremo di confrontare le due cose. E restiamo su quest’onda, in quanto sul banco degli imputati c’è un altro gran maestro, Martin Scorsese, con il suo Shutter Island.

Il medium di spicco di questo secolo è di certo proprio la “settima arte”, che spesso ha il merito di dare spazio proprio a queste opere letterarie. Molti romanzi rimasti nell’anonimato sono poi venuti alla luce grazie alla loro versione cinematografica, più fruibile per il pubblico.

L’ultima volta ci eravamo confrontati con due nomi grandissimi di letteratura e cinema: il maestro Stanley Kubrick e Arthur Schnitzler. Il film con Leonardo DiCaprio è tratto da un’opera sconosciuta ai più, un thriller psicologico di ottima fattura di Dennis Lehane: L’Isola Della Paura. E allora, immergiamoci proprio nella dimensione “inquietante” di queste opere.

L’inganno della mente

La vicenda è ambientata nel 1954. Protagonista di film e romanzo è l’agente federale Teddy Daniels (interpretato nel film da un eccelso DiCaprio), pluridecorato militare, che si reca con il suo collega Chuck Aule (un grande Mark Ruffalo) all’istituto psichiatrico Ashecliffe.

L’istituto mentale è situato su un isolotto al largo di Boston, denominato Shutter Island, adattato da precedenti edifici di epoca coloniale. Lo scopo è di organizzare un’indagine riservata, a causa della fuga di Rachel Solando (Emily Mortimer), paziente pluriomicida scappata in circostanze misteriose. Oltre alla ricerca della Solando, però, si aggiunge anche quella di Andrew Laeddis, chiave del mistero che avvolge l’intera trama.

Un compito particolarmente difficile, in quanto si instaurerà un ambiguo rapporto tra Daniels, Aule e il personale dell’ospedale, in particolare con il direttore Cawley (Sir Ben Kingsley). Ma la vera protagonista della vicenda sarà un’altra: l’isola. Shutter Island, infatti, giocherà spesso con la mente dei due protagonisti, portandoli più volte sull’orlo di una crisi di nervi fino al finale ad effetto.

Lo stile asciutto di Lehane e la modifica del finale di Scorsese

Passando a parlare delle singole opere, si può constatare come il film resti perfettamente in linea con le atmosfere del libro. Ogni capitolo è stato, con le necessarie sintetizzazioni, degnamente rappresentato. Niente, della suspense che la storia richiede, è andato perduto. Lehane usa uno stile asciutto, equilibrato e tagliente in L’Isola Della Paura. Stile ricalcato perfettamente da Scorsese in Shutter Island.

Il regista, però, ha un merito di fondo che sembra addirittura far eccellere la sua rappresentazione del romanzo, a discapito dello stesso. Scorsese riesce a dipanare molto meglio dello stesso Lehane la trama. Inoltre, per esigenze sceniche, altera il finale che così risulta anche più vigoroso e imprevedibile rispetto al romanzo. Con Shutter Island, quindi, il cineasta italo-americano non solo rende al meglio gli scritti del writer originale, ma addirittura riesce a garantirgli ancora più risalto.

A voler trovare un difetto, se proprio, si può considerare la scarsa propensione alla rilettura/rivedibilità. La suspense, dopo la prima visione, scema già alla seconda (ovviamente, stessa cosa per la lettura). Per il resto, le due opere si possono considerare due veri e propri capolavori thriller, sotto tutti i punti di vista.

Adattamento riuscito a pieno

Dunque, alla fine di questa cavalcata, si può considerare questo adattamento come una vera e propria perla della cinematografia mondiale. Certo, stiamo parlando di un colosso come Scorsese, abituato a reinterpretare bestseller e a rendere al cinema opere meravigliose.

L’opera di Lehane, però, si presentava come ostica anche per i più grandi registi. Scorsese, però, è riuscito nel suo intento facendo la cosa più semplice, ma più adatta: mantenere intatte le atmosfere cupe e misteriose del libro.

Chapeau. Lehane e Scorsese ci hanno regalato due grandissime opere che hanno occupato posti eccelsi in entrambi i campi, sia in letteratura che nel cinema. L’Isola Della Paura e Shutter Island sono due thriller meravigliosi.

 

 

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