30 Novembre 2017 - 18:33

Ius soli, Fabio Volo discute con Renzi sulla legge di cittadinanza

ius soli

Fabio Volo ha discusso con Matteo Renzi sullo Ius soli, durante una presentazione del suo libro. Lo scrittore aveva già discusso con Berlusconi

Fabio Volo torna a far discutere di sé e del suo interesse in merito all’approvazione della legge di cittadinanza. Già negli scorsi giorni, dietro le quinte di “Che Tempo che Fa”, aveva criticato Berlusconi, che si era dichiarato contrario alla legge. Oggi ha discusso con il segretario del PD, Matteo Renzi. Sembra infatti che durante la presentazione dell’ultimo libro di Volo, avvenuta alla Fondazione Mirafiore di Serralunga d’Alba, l’ex premier sia arrivato di sorpresa. Lo scrittore non si è lasciato sfuggire l’occasione, e ha incalzato Renzi pressandolo sul tema dello Ius Soli.

Le risposte del segretario democratico, però, non sono state apprezzate da Volo, che ha abbandonato la sala. Il gesto plateale e inconsulto è stato poi criticato dallo stesso Volo, che su Twitter ha smorzato i toni affermando di aver gestito male la situazione. “Mi spiace – scrive infatti  – per questa sera, non era nulla di personale nei confronti di Renzi. Ci siamo ritrovati in una situazione che ho gestito male. Sorry.”

La legge di cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori non italiani è un tema caldo del dibattito politico. Ha fatto il suo ingresso in campagna elettorale con la candidatura a premier di Pierluigi Bersani nel 2013. Quella proposta, però, è stata gradualmente modificata fino alla versione attuale, che prevede invece che un bambino nato in Italia diventi automaticamente italiano se almeno uno dei due genitori si trova legalmente in Italia da almeno 5 anni.

Se il genitore in possesso di permesso di soggiorno non proviene dall’Unione Europea, deve soddisfare ulteriori requisiti di reddito e conoscenza della lingue italiana. Se la legge venisse approvata, potranno chiedere la cittadinanza italiana anche i minori stranieri nati in Italia o arrivati entro i 12 anni che abbiano frequentato le scuole italiane per almeno cinque anni e superato almeno un ciclo scolastico. Negli ultimi mesi, la legge si è arenata a causa delle resistenze di alcune forze parlamentari attualmente nella maggioranza.

Sono sempre stati contrari, inoltre, i partiti di opposizione, in particolar modo Lega e Cinque Stelle. Negli ultimi giorni, anche Berlusconi ha manifestato la sua contrarietà. Attualmente, un neonato acquisisce la cittadinanza italiana solo se almeno uno dei suoi genitori è italiano.