Jobs Act, croce e delizia per le aziende, meno vantaggi per gli operai. Il punto di Pierluigi Rausei, docente universitario di Diritto sanzionatorio del lavoro

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Jobs Act o italianamente Riforma del Lavoro, una legge correttiva sotto molti aspetti, voluta dal governo Renzi fa ancora parlare, e a distanza di un anno e mezzo, i punti su cui discutere sono ancora molti.

Il reato di somministrazione è uno degli aspetti molto discussi, esso è stato depenalizzato con l’entrata in vigore della riforma, esso prevedeva sanzioni per le aziende aventi società fasulle, cooperative, per affidare loro alcune attività ai danni dei lavoratori.

Tra i critici di tale punto della riforma del lavoro c’è Pierluigi Rausei, docente di Diritto sanzionatorio del lavoro alla scuola di dottorato Adapt presso l’Università di Bergamo, che così si esprime:  “Un anno fa, l’ispettore del lavoro interveniva per il ripristino immediato delle tutele del lavoratore: retribuzione, tempi di lavoro, contratto, inquadramento, adesso, invece, ci sono solo sanzioni economiche. Che sono più aspre di prima, ma l’obbligo di assumere il dipendente non c’è più. Oggi lo Stato guadagna più soldi, ma il lavoratore perde il posto”.

Il reato, istituito dalla legge Biagi del 2003, si contestava di fronte a una somministrazione di lavoro “posta in essere con la specifica finalità di eludere norme inderogabili di legge o di contratto collettivo applicato al lavoratore” e si verificava quando “un’impresa affidava un’attività, svolta in proprio fino al giorno prima, a una società creata ad hoc, una finta cooperativa o una finta srl, per abbattere i costi riducendo le tutele dei lavoratori”.

DAL DIRITTO PENALE A QUELLO AMMINISTRATIVO PER LE SANZIONI IN MATERIA DI SOMMINISTRAZIONE 

“L’abolizione della somministrazione fraudolenta – aggiunge Rausei – ha determinato l’immediata decadenza dei procedimenti sanzionatori in corso.

Non costituiscono reato e sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro tutte le violazioni per le quali è prevista la sola pena della multa o dell’ammenda.

Il decreto ha depenalizzato tutti gli altri reati in materia di somministrazione fraudolenta, eccetto quelli che riguardano l’impiego d iminorenni. Per il resto, i reati si sono trasformati in illeciti amministrativi che prevedono solo il pagamento di una sanzione pecuniaria”.

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