Joe Biden Trump Blinken
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Biden prende le distanza dal suo predecessore e inizia una politica estera che mira ad allontanarsi dalle alleanze

Joe Biden lo aveva detto e di fatto sta agendo. Se Trump aveva intrapreso la politica del American First lasciando che il mondo andasse avanti da solo, Biden non la pensa esattamente così. E in questi primi mesi da quando si è insediato, lo abbiamo visto all’opera.

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Trump aveva cercato di improntare la propria azione diplomatica al rispetto della sovranità nazionale altrui ed alla limitazione delle ingerenze negli affari interni degli altri paesi, riconoscendo legittimità anche agli interlocutori più indigesti agli americani, come il leader nord-coreano Kim Jong-un. Ovviamente azioni predisposte non perché fosse un pacificatore ma sempre mirate all’interesse degli americani. Ma ora la musica è cambiata.

Biden ha preso una strada diversa. Sono mesi che la Casa Bianca è tornata ad occuparsi molto attivamente di quanto succede dentro gli altri Stati, prendendo di mira in particolare le dirigenze estere giudicate più lontane dalla propria visione e dal sistema di valori dominante in Occidente. Ed ecco che arrivano i primi musi duri dai grandi colossi del mondo: Cina e Russia.

I rapporti con la Cina

Il summit degli scorsi giorni tra Cina e USA non poteva iniziare nel modo peggiore. Una serie di accuse da entrambe le parti hanno caratterizzato l’incontro definito il vertice della diffidenza. Il Segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha aperto l’incontro, accusando la controparte cinese di «minacciare» la stabilità globale. Il capo della diplomazia di Pechino, Yang Jiechi, ha replicato duramente: «mentalità da guerra fredda, pronti a misure dure in caso di ingerenze americane». Il primo contatto diretto, ad Anchorage, in Alaska, rischia di far precipitare al livello più basso le relazioni tra Stati Uniti e Cina.

L’idea del summit è maturata dopo la telefonata tra Joe Biden e Xi Jinping, lo scorso 10 febbraio. Due ore di conversazione nella quale, stando al resoconto diffuso dalla Casa Bianca, i due leader hanno verificato di essere in disaccordo quasi su tutto. Biden e Xi Jinping, però, hanno aperto alla possibilità di incontrarsi a breve. Ora si parla di un possibile appuntamento per il 22 aprile, a margine della conferenza sul clima voluta dal presidente americano.

I rapporti con la Russia

Nel mirino del Presidente americano è finito anche il collega russo, Vladimir Putin, che Biden ha ammesso in una sua intervista di ritenere un killer. Biden non intende chiudere un occhio e ha annunciato l’imposizione di nuove sanzioni nei confronti della Federazione Russa a titolo di rappresaglia per il tentativo di interferire con le ultime elezioni presidenziali, attribuito dai servizi statunitensi a Mosca.

Putin non ha aspettato e ha richiamato in patria l’ambasciatore russo a Washington per consultazioni. Altre autorità moscovite hanno evidenziato il rischio di compromettere irrimediabilmente i rapporti bilaterali con la Russia. Quindi è intervenuto con una propria riflessione lo stesso Putin, evidenziando i limiti assai angusti entro i quali si svolge attualmente il dialogo bilaterale con gli Stati Uniti.

Al momento sembra quindi assai improbabile che tra America e Russia possano realizzarsi forme di collaborazione nella gestione dei grandi problemi della sicurezza internazionale che oltrepassino il limite delle occasionali cooperazioni sui dossier ritenuti più importanti.

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