Joe Petrosino: la forza di un uomo



Joe Petrosino

Joe Petrosino, a più di cent’anni dalla scomparsa, lo spirito e il coraggio di un uomo e della sua battaglia

Moriva a soli 49 anni il poliziotto italo-americano, ucciso per opera della Mano Nera.

Giuseppe Petrosino, conosciuto come Joe Petrosino, originario di Padula, in provincia di Salerno, si trasferì ancora bambino in America, insieme alla sua famiglia. Il giovane, appena ventitreenne, dopo anni di gavetta, fu ammesso nella polizia. Da lì a poco cominciò la sua ascesa, ma anche la sua fine.

Nominato sergente e successivamente tenente, Petrosino cominciò la sua lotta contro la criminalità italiana. Contro i malavitosi della sua terra immigrati a New York, mettendo da parte nazionalismo e sentimentalismo, combattendo con professionalità e forza. Tutto pur di portare il nome dell’Italia in alto, lontano dalla delinquenza.

Joe Petrosino La sua lotta più dura fu nei confronti della Mano Nera, un’organizzazione malavitosa di origine siciliana. Il poliziotto, certo di poter battere l’organizzazione, si recò in Italia per stroncare il problema sul nascere.

Fu proprio nella sua terra d’origine che Petrosino rimase vittima di una banda che non aveva rispetto della divisa che indossava. Fu ucciso, poco dopo il tramonto del 12 marzo 1909 con 4 colpi di pistola. 

L’episodio scosse la società del tempo. Particolar scompiglio ci fu fra i poliziotti statunitensi, certi dell’impossibilità di un attentato contro un ufficiale delle forze dell’ordine. Paura e terrore regnavano anche nella penisola. Con Petrosino moriva la speranza e la fiducia di una radicale trasformazione dell’Italia meridionale.

Dai romanzi ai film vari sono stati i modi negli anni di omaggiare il poliziotto. Nel 2006 fu l’attore Giuseppe Fiorello a interpretare Petrosino, a vestire i suoi panni, a onorare il suo coraggio.

Leggi anche