Kobe Bryant disegno
immagine presa da pixabay

La Nike e la gestione dell’eredità legata ai prodotti commerciali di Kobe Bryant: “Faremo tutto il necessario ma con dignità”

Tutto è partito dalla prematura scomparsa di Kobe Bryant a causa di un incidente aereo su un elicottero che ha coinvolto la figlia Gigi e sei amici di famiglia. Da quel giorno come è facile intuire, c’è stata un esplosione nelle vendite di prodotti di merchandising e non solo del “Black Mamba.” Forbes” ha calcolato il denaro generato dal boom di vendite di cui sopra.

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Infatti citando solo alcune vendite, due giorni dopo la morte di Bryant le sneakers sponsorizzate dal cestista erano andate letteralmente a ruba in pochissimo tempo. Stessa cosa è accaduta all’autobiografia chiamata “The Mamba mentality. Il mio basket“, che ha visto aumentare le proprie vendite in maniera esponenziale rispetto a quelle registrate nel 2019. Addirittura sulle piattaforme di rivendita di prodotti “usati”, tutti gli articoli a tema del campione del NBA son stati esauriti anche a cifre decisamente folli.

Per molti era abbastanza palese che Nike, sponsor ufficiale dell’atleta, avrebbe ricavato molto in termini monetari dalla morte di Bryant. Infatti la multinazionale statunitense ha affermato: “Continueremo ad onorare la memoria di Kobe attraverso operazioni di marketing che ne possa ravvivare il ricordo.

Questa affermazione da parte della società ha generato indignazione tra i fan, che ha cercato di placare John Kernan, analista per il fondo d’investimento americano dichiarando: “Nike sarà rispettosa e misurata in quello che farà. Sa gestire momenti delicati come questo e i dirigenti sanno come rimanere autentici e allo stesso tempo fare marketing con dignità”. Stando poi a quanto afferma sempre “Forbes”, Nike annualmente ha raccolto ben 250 milioni dalla commercializzazione dei prodotti di Kobe Bryant.

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