La caduta di Angela gela l’Europa



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La caduta di Angela gela l’Europa. Il tonfo della Cdu non lascia presagire niente di buono riguardo la sorte della Cancelliera e gli avversari già esultano

La caduta di Angela gela l’Europa. La Cdu ha fallito gli ultimi test regionali, uscendo dalle consultazioni elettorali con il peggior risultato di sempre nella storia del partito e lo scenario politico interno appare quantomai incerto. Merito dei piccoli partiti, che in questa ultima tornata elettorale di Berlino sono ben sei, e hanno superato la soglia necessaria per poter entrare in Parlamento, quella del 5%.

La cancelliera aveva già avuto modo di osservare la caduta del suo partito durante la consultazione precedente, nella regione del Meclemburgo-Pomerania, dove i populisti di  Afd evevano ottenuto uno storico risultato, diventando per la prima volta il secondo partito, ricacciando indietro la Cdu con un mortificante 17,6%. Uno smacco difficile da digerire per Angela Merkel, considerando che in quella regione si trova proprio il suo collegio elettorale.

Nella capitale il sindaco Michael Mueller perde ben 5 punti, ma col suo partito, la Spd, resta comunque in testa superando il 22%.

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La caduta: Afd tallona la Cdu della cancelliera e ottiene il miglior risultato dalla sua storia

L’affermazione dei populisti di Afd è comunque significativa e rende bene quelli che sono gli umori della Capitale, che premia per la prima il partito con un 14,1%, cifra che permette a Afd di prendere seggi per la prima volta. I numeri intanto fanno tremare la Merkel, che teme per la poltrona sia nel suo Paese che in Europa. Secondo il canale tv Zdf, infatti, 22% degli elettori che hanno rivolto le proprie preferenze ai populisti di Afd viene proprio dalla Cdu, e non si tratta certo di una esigua percentuale di votanti, dal momento che in queste ultime consultazioni l’affluenza ha avuto un balzo in avanti di più di sette punti, dal 60,2% al 67,3%.

La caduta di Angela Merkel, inoltre, mette in allarme anche l’Europa e le sue fragili alleanze. Lo strapotere tedesco e le linee guida dell’Unione nei confronti degli altri Paesi vengono da lei, dalla Cancelliera, che ha imposto il suo passo negli ultimi anni facendosi scudo dietro il suo Paese ma governando lei, di fatto, l’Europa. Negli altri stati membri si sono sosseguiti governi e partiti, ma il cardine era sempre lei, attorno alla quale ruotava tutto. Se anche le elezioni nazionali del prossimo anno seguissero l’andamento di queste, il contraccolpo per l’Unione sarebbe gravissimo, perchè si dovrebbe andare a rifare tutto daccapo, con nuove linee guida e nuovi obiettivi a cui adeguarsi.

Senza contare che in assenza di un leader forte come Angela Merkel il baricentro dell’Europa potrebbe addirittura spostarsi del tutto. L’Unione non è pronta per questo, è ancora in una fase troppo delicata per pensare ad un riassestamento. C’è solo da augurarsi che la caduta non si verifichi e la Cdu si risollevi, perché se la Germania perde la sua laeder, questo provocherebbe un effetto domino assolutamente pericoloso, e che l’Europa non è in grado di affrontare.

 

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