La fortuna de ‘La Scapiliata’ di Leonardo da Vinci

Leonardo
Immagine da Pixabay

Alla Galleria Nazionale di Parma, fino al prossimo 12 agosto, in mostra i capolavori intorno alla “Scapiliata” di Leonardo da Vinci

“La fortuna de ‘La Scapiliata’ di Leonardo da Vinci” è il titolo selezionato per la mostra allestita nella Galleria Nazionale di Parma in occasione delle Celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci.

L’esposizione, organizzata dal Complesso Monumentale della Pilotta e Fondazione Cariparma e curata da Pietro C. Marani e Simone Verde, sarà disponibile ai suoi visitatori fino al prossimo 12 agosto.

La “Scapiliata” di Leonardo, protagonista della mostra, è sinonimo di forza, libertà e femminilità e rappresenta un volto bellissimo e intenso capace di riassumere la complessità divina della realtà. Attorno a questa straordinaria immagine sono stati riuniti una serie di capolavori di Gherardo Starnina, Bernardino Luini, Hans Holbein, Tintoretto, Giovanni Lanfranco e altri ancora.

Il percorso espositivo è suddiviso in quattro sezioni. La prima include alcune antichità e i primi passi della ricerca pittorica rinascimentale di Leonardo. La seconda, invece, presenta alcuni dipinti e disegni originali dell’artista o di ambito fiorentino in cui viene trattato il tema dei capelli scomposti, come fiamme ondeggianti nell’aria a causa del vento.

Nella sezione successiva sono poi riunite derivazioni antiche del tema leonardesco scegliendo opere di Giovanni Agostino da Lodi e Bernardino Luini. Il percorso si conclude con un excursus sul pittore e scultore Gaetano Callani che accolse, nella sua collezione, la Scapiliata di Leonardo.

In occasione della mostra, l’opera è stata sottoposta a una serie di indagini scientifiche, affidate all’ingegner Claudio Seccaroni dell’Enea che, attraverso analisi con la fluorescenza a Raggi UV e a luce radente, ha rilevato la tecnica pittorica e i pigmenti utilizzati dall’artista nelle varie fasi di esecuzione dell’opera.

I risultati ottenuti sono resi pubblici nel catalogo della mostra edito da Nomos Edizioni, che chiarisce anche definitamente il tema della autenticità dell’opera.