Maradona

Non solo lodi e ricordi: Mughini e Cruciani affondano il colpo e criticano l’eccessiva benevolenza nei confronti del compianto Maradona

Il mondo ai piedi del Dios, il giocatore di calcio più iconico di tutti i tempi: sono state tantissime, forse più che per chiunque altro, le dediche di commiato e i ricordi giunti da ogni parte del mondo per Diego Armando Maradona.

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C’è anche chi, però, non ha voluto unirsi al coro di commozione globale per la scomparsa del Pibe de Oro e ha preferito commentare la morte dell’idolo argentino soffermandosi su particolari della sua vita privata.

E così ieri sera Mughini ha espresso così il suo punto di vista in diretta su “Stasera Italia”:

“È morto a 60 anni, ma era sfatto, frantumato. E disperato da anni. Le sue ultime immagini sono raccapriccianti dal punto di vista umano, e lo dico con commozione. Era un essere sfatto dalle sue abitudini. E d’improvviso lo facciamo santo? Ma no, ma no. Era un grandissimo atleta, un figlio del secolo, drammatico e contraddittorio”.

Ha fatto forse di peggio lo speaker radiofonico Cruciani che nel suo programma “La Zanzara” ha detto, all’interno di una gag malriuscita: “non si può piangere un cocainomane”.

Un modo diverso, forse eccessivo, di giudicare la vita e la sregolatezza di un uomo, prima, e di un calciatore, poi, che ha fatto la storia dello sport.

 

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