L’altro lato di Maradona: Mughini e Cruciani contro la santificazione

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Non solo lodi e ricordi: Mughini e Cruciani affondano il colpo e criticano l’eccessiva benevolenza nei confronti del compianto Maradona

Il mondo ai piedi del Dios, il giocatore di calcio più iconico di tutti i tempi: sono state tantissime, forse più che per chiunque altro, le dediche di commiato e i ricordi giunti da ogni parte del mondo per Diego Armando Maradona.

C’è anche chi, però, non ha voluto unirsi al coro di commozione globale per la scomparsa del Pibe de Oro e ha preferito commentare la morte dell’idolo argentino soffermandosi su particolari della sua vita privata.

E così ieri sera Mughini ha espresso così il suo punto di vista in diretta su “Stasera Italia”:

“È morto a 60 anni, ma era sfatto, frantumato. E disperato da anni. Le sue ultime immagini sono raccapriccianti dal punto di vista umano, e lo dico con commozione. Era un essere sfatto dalle sue abitudini. E d’improvviso lo facciamo santo? Ma no, ma no. Era un grandissimo atleta, un figlio del secolo, drammatico e contraddittorio”.

Ha fatto forse di peggio lo speaker radiofonico Cruciani che nel suo programma “La Zanzara” ha detto, all’interno di una gag malriuscita: “non si può piangere un cocainomane”.

Un modo diverso, forse eccessivo, di giudicare la vita e la sregolatezza di un uomo, prima, e di un calciatore, poi, che ha fatto la storia dello sport.

 

Pietro Marchesano
Mi chiamo Pietro, ho 24 anni e studio Lingue e Letterature Moderne all'Università di Salerno. Sempre con la testa in giro per il mondo, scrivo di cronaca, cultura e sport. Divoro film come partite di pallone.

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Updated on 18 September 2021 - 17:57 17:57