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Il caso Lazio si rende sempre più cupo. Diciotto i tamponi positivi in più dopo il riprocessamento, negativi invece quelli di Immobile e Leiva

Il mistero intorno al caso Lazio si infittisce. I tamponi riprocessati dopo il caos Avellino hanno portato alla luce diciotto nuove positività, ovviamente non svelate. Tra i test anche quelli dei famigliari dei giocatori, che scesero in campo contro il Torino mentre non furono considerati disponibili per la Champions League. Fattore scatenante di tutta questa vicenda.

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Quini, come scrive La Gazzetta dello Sport, si è evidenziata una discordanza rilevante tra i risultati emessi da Futura Diagnostica, laboratorio a cui si affida la Lazio, e l’ospedale Moscati di Avellino. L’indagine federale è aperta, Maria Landi ha consegnato alla Procura di Avellino la perizia. La società è indagata per falso, truffa in pubbliche forniture ed epidemia colposa.

La difesa ha provato a spiegare la disparità emersa con le differenti considerazioni dei laboratori circa i “debolmente positivi”. Altra considerazione: il trasporto dei tamponi che devono essere mantenuti ad una temperatura di -80° per non avere riscontri differenti dopo un certo periodo.

Il riprocessamento dei campioni da parte dell’ospedale Moscati ha certificato la positività di Thomas Strakosha mentre la negatività di Ciro Immobile e Lucas Leiva ai test del 6 novembre.

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