Le 3:31, non dimenticherò mai quel momento e questo terremoto



terremoto

“Le 3:31, i muri che si muovevano”. Una lettera di una ragazza marchigiana ci racconta il terremoto e le paure di un intero popolo. Tutta l’Italia si stringe attorno alle sue vittime

Ancora un terremoto, ancora morte, ancora disperazione. Sono ancora impresse nella nostra mente le immagini del terremoto in Emilia del 2012, della tragica distruzione di L’aquila del 2009, di San Giuliano di Puglia nel 2002. Questa volte le regioni piu interessate sono le Marche, Lazio e Umbria, con epicentro ad Accumoli, provincia di Rieti. Oltre 100 scosse, qualcuna superiore a magnitudo 6.0. Nel momento in cui viene scritto questo articolo i morti sono 38, ma purtroppo sono in continuo aggiornamento.terremoto

Sono giunte in redazione diverse testimonianze, abbiamo deciso di pubblicare la lettera di Gloria, ragazza di Urbino, toccanti le sue sensazione e la paure, paure che ben esprimono le bruttissime sensazioni che tutto il centro Italia ha vissuto:

“Sono andata a letto molto tardi, quando ho sentito le cose che cadevano pensavo fosse “il sonno” a parlare, pensavo semplicemente di aver bisogno di riposo. Poi mi sono accorta di quello che stava succedendo, il primo istinto è stato quello di alzarmi, la luce era saltata, quindi l’interruttore andava a vuoto, mi sono alzata comunque, sembrava un horror, anzi lo era. E tra le cose cadute a terrà ed i secondi che trascorrevano infiniti, non riuscivo a mantenere l’equilibrio, sono ricaduta sul letto, in quel momento ho perso il cellulare, il comodino si era spostato, quindi ho dovuto cercare parecchio, quando l’ho trovato ho visto 3.31, non dimenticherò mai quest’orario.

Che brutto momento. Li è stata la prima scossa e la più forte, poi fino le 3.36 hanno continuato nuove scosse! Ma le ho attese a letto, nel frattempo è tornata la luce, e nel frattempo capivo che attorno alla mia citta molte persone avrebbero perso la vita. La paura non passava, vedevo i muri oscillare tremendamente. Inutile dire che non sono riuscita a prendere sonno e forse non riuscirò a prenderlo per un po. Che brutto momento. Manca il fiato!”

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