Mario Draghi
Dalla diretta di Palazzo Chigi

Le parole del premier Draghi in occasione della conferenza sulla parità di genere: “Dobbiamo prima di tutto cambiare noi stessi”

Il premier Draghi parla della parità di genere. Questo in occasione della conferenza “Verso una Strategia Nazionale sulla parità di genere“, promossa dalla Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti. Una strada ancora in salita, secondo Draghi, quella del raggiungimento di una società radicata nella parità di genere e di opportunità. In occasione della festa internazionale delle donna, il premier invita ad un cambiamento radicale, a partire dalla quotidianità della vita familiare.

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Le parole di Draghi

Sul Covid, il premier invita tutti a fare la propria parte, pur ricordando l’efficacia della campagna di vaccinazione.
Purtroppo ci troviamo di fronte a un nuovo peggioramento dell’emergenza sanitaria. Ognuno deve fare la propria parte nel contenere la diffusione del virus, ma soprattutto il governo, anzi deve cercare di fare di più. La pandemia non è ancora sconfitta, ma si intravede con l’accelerazione del piano dei vaccini una via d’uscita non lontana. Voglio cogliere quest’occasione per mandare a tutti un segnale vero di fiducia.

L’impegno dei cittadini

Il premier fa il punto della situazione Covid. Riconosce l’impegno dei cittadini e mostra la sua vicinanza alle categorie colpite dalla crisi economica dovuta al Covid.
Ringrazio poi i cittadini per la loro disciplina e infinita pazienza. Soprattutto coloro che soffrono le conseguenze anche economiche della pandemia. Voglio ringraziare gli studenti, le famiglie e gli insegnanti che sopportano il peso della chiusura delle scuole. Ringrazio gli operatori sanitari, le forze dell’ordine, le forze armate, la protezione civile e tanti altri lavoratori e lavoratrici in prima linea. Sono questi gli esempi di responsabilità civica e professionale di cittadinanza italiana attiva, che impongono al governo di moltiplicare ogni sforzo. Siamo solo all’inizio, il nostro compito è quello di salvaguardare con ogni mezzo la vita degli italiani e permettere al più presto un ritorno alla normalità.”

Nessuna promessa irrealizzabile. Ma misure efficaci e mirate, questi gli obiettivi del premier: “Ogni vita conta, non perdere un attimo, non lasciare nulla di intentato, compiere scelte meditate ma rapide. Non voglio promettere nulla che non sia veramente realizzabile, le mi preoccupazioni sono le vostre preoccupazioni. Il mio pensiero costante è diretto a rendere efficace ed efficiente l’azione dell’esecutivo nel tutelare la salute. Bisogna sostenere chi è in difficoltà, favorire la ripresa economica, accelerare le riforme.”

Un anno di Covid

A un anno dall’inizio dell’emergenza sanitaria da Covid e alle porte di un nuovo blocco nazionale, il premier dedica parte del suo discorso alle vittime della pandemia.
Il 10 marzo di un anno fa, l’Italia si chiudeva. Mai avremmo pensato che un anno dopo ci saremmo trovati a fronteggiare un’emergenza analoga. Il conto ufficiale delle vittime si è avvicinato alla terribile soglia dei 100.000 morti. Dobbiamo, a rispetto della memoria dei tanti cittadini che hanno perso la vita, il dovere del nostro impegno.”

Responsabilità e senso civico precisa Draghi, anche nel rispetto delle categorie scelte per il piano di vaccinazione anti-Covid: “Nel piano di vaccinazioni, che nei prossimi giorni sarà decisamente potenziato, si privilegeranno le persone più fragili e le categorie più a rischio. Aspettare il proprio turno è un modo per tutelare la salute dei nostri concittadini più deboli. Questo non è il momento di dividerci o di riaffermare le nostre identità, ma è il momento di dare una risposta alle tante persone che soffrono la crisi economica, che rischiano di perdere il posto di lavoro, di combattere le disuguaglianze. In un solo anno, il numero di italiani che vivono in condizioni di povertà assoluta è aumentato di oltre 1 milione, mentre si sono acuite altre disparità, prima fra tutte quella tra donne e uomini.”

La festa delle donne e la parità di genere

Mario Draghi ha poi proseguito sottolineando quanto sia fondamentale il riconoscimento da parte delle istituzioni e della società di civile della parità economica, sociale e istituzionale della parità di genere: “È anche per questo che oggi, giornata internazionale della donna, voglio che il mio saluto accompagni la presentazione della strategia nazionale della parità di genere, elaborata dalla ministra Elena Bonetti, a conclusione di un lavoro che ha visto partecipi personalità a cui va il mio caloroso ringraziamento.

Donne eccezionali, così il premier parla di futuro della nazione: “A fronte dell’esempio di molte italiane eccezionali in tutti i campi, anche nella normalità familiare, abbiamo moltissimo da fare per portare il livello della parità di genere a alle medie europee. La mobilitazione elle energie femminili, un non solo riconoscimento simbolico della funzione e del talento delle donne, sono essenziali per la costruzione del futuro della nostra nazione. Azioni mirate e profonde riforme sono necessarie per coinvolgere pienamente le donne nella vita economica, sociale ed istituzionale del paese, ma dobbiamo prima di tutto cambiare noi stessi, nella quotidianità della vita familiare.”

Il femminicidio

Dolorosa e terribile, invece, la realtà del femminicidio. Il premier ha così sottolineato quanto la criticità della pandemia abbia acuito il fenomeno diffuso della violenza sulle donne, soprattutto nelle realtà delle mura domestiche: “Voi sapete ben quanto sia dolorosa, sul femminicidio e su ogni violenza di genere, condivido le proposte della commissione parlamentare d’inchiesta. Oggi per le vittime dei troppi femminicidi e anche come reazione prodotta dalla pandemia, sembra concretizzarsi una nuova consapevolezza, una consapevolezza che trova un’opportunità straordinaria nel programma Next Generation EU, per diventare realtà nell’azione di governo, del mio governo. Tra i vari criteri che verranno usati per valutare i progetti del piano nazionale di ripresa e resilienza ci sarà anche il loro contributo alla parità di genere.”

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