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immagine da pixabay

Escalation di violenze in Libano, migliaia di persone scendono in piazza per protestare contro la crisi economica e le misure anti contagio

Degenera la situazione in Libano, la popolazione stremata dalla crisi economica scende in piazza. Le proteste in questi giorni hanno riempito le piazze di Tripoli e sono la diretta conseguenza di una pressione fiscale altissima unita alle severe misure per contrastare il Covid-19. L’aumento esponenziale dei contagi infatti ha spinto il governo ad imporre un lockdown nazionale di quasi un mese.

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Lo stop nazionale grava sulla situazione economica già disastrata. Già prima della pandemia migliaia di persone iniziarono ad occupare le piazze delle città per manifestare il proprio malcontento verso il malcostume della classe politica sempre più corrotta. Attualmente la valuta libanese è in crollo, perdendo oltre l’80% del suo valore. Le banche hanno così imposto controlli su prelievi e trasferimenti per proteggere le riserve estere in calo. Mentre la disoccupazione e l’inflazione sono salite alle stelle.

Da lunedì nel capoluogo del Libano, Tripoli, migliaia di cittadini sono scesi in piazza a protestare. Si tratta di proteste molto violente, nella notte di giovedì 27 gennaio un 30enne ha perso la vita a causa di ferite da arma da fuoco. Invece sono circa 226 i feriti registrati durante gli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza nella notte di ieri. La Croce Rossa libanese ha trasportato 36 feriti negli ospedali cittadini, già duramente provati dall’aumento esponenziale dei casi di Covid-19. Tra questi ci sarebbero anche 26 soldati.

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