Lunga Marcia 5B
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Secondo la Protezione Civile non si può escludere che un frammento di Lunga Marcia possa cadere in Italia. L’anno scorso dei frammenti precipitarono in Costa D’Avorio. Gli USA: “Non lo colpiremo”

Continua a destare preoccupazione il razzo cinese Lunga Marcia 5B. Il rientro in atmosfera è previsto per le prime ore di Domenica 9 Maggio, ora italiana. Il punto è che il razzo rientrerà in maniera incontrollata e non si sa dove cadranno i frammenti. Non ci dovrebbero essere rischi particolari per l’Italia: la zona potenzialmente coinvolta è quella sotto i 41,5° di latitudine nord, ossia da Napoli in giù. Ma l’incertezza sulla traiettoria di rientro dei frammenti è altissima. “Non è quindi ancora possibile escludere la remota possibilità che uno o più frammenti del satellite possano cadere sul nostro territorio.” recita la nota diramata dalla Protezione Civile.

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Al momento, il Pentagono ha escluso la possibilità di intercettare Lunga Marcia prima del suo rientro. La Cina invece minimizza:”non merita la creazione di panico: è propaganda occidentale” hanno commentato gli esperti spaziali cinesi. “La maggior parte dei detriti brucerà durante il rientro, lasciando solo una piccolissima porzione che potrebbe cadere sulla Terra, potenzialmente su aree lontane dalle attività umane o nell’oceano” spiegano i cinesi.

Un ritorno di fiamma

Il razzo Lunga Marcia 5B è decollato lo scorso 29 Aprile per portare in orbita il primo modulo della nuova stazione spaziale 100% cinese. Il primo stadio non ha raggiunto la velocità orbitale. Ora il relitto compie un giro attorno alla Terra ogni 90 minuti ed è impossibile calcolare la traiettoria esatta del suo rientro. Non si può prevedere con esattezza il punto in cui cadranno i detriti.

Ipotizzando il peggiore scenario possibile, l’astrofisico Jonathan McDowell dell’Harvard & Smithsonian Center for Astrophysics ritiene che potrebbe essere come un piccolo incidente aereo. Più in dettaglio, “come un piccolo incidente aereo con frammenti e detriti da provocare ingenti danni, ma è probabile finisca in un luogo disabitato o negli oceani che coprono il 70% del pianeta“. Il pensiero corre all’anno scorso, quando il primo volo di Lunga Marcia 5B causò la caduta di detriti in Costa D’Avorio. I detriti danneggiarono case e villaggi, ma non ci furono vittime.

Insomma, si tratta di un evento che evoca molte preoccupazioni, diversamente dalla pietra miliare segnata da SpaceX con la Crew Dragon. Al momento la previsione di rientro sulla terra è fissata per le ore 02:24 ore locali del 9 Maggio. L’incertezza è di ± 6 ore. Sulla scorta delle informazioni attualmente rese disponibili dalla comunità scientifica, è possibile fornire alcune indicazioni utili alla popolazione per l’auto-protezione.

Sarà poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici. Ma comunque è buona precauzione stare lontani dalle finestre e porte vetrate. Impattando sui tetti i frammenti potrebbero causare danni, quindi si consiglia di stare ai piani bassi degli edifici, sotto le volte e nei vani delle porte inserite nei muri portanti. Sarà poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell’impatto. Si consiglia, in linea generale, per chiunque avvistasse un frammento, di non toccarlo, mantenendosi a una distanza di almeno 20 metri, e di segnalarlo immediatamente alle autorità competenti.

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