MANN riapre a Napoli dopo 20 anni, e ricomincia dalla Preistoria



MANN
immagine da Pixabay

Tre livelli, 3000 reperti, 450 mila anni di Storia inaugurano la riapertura del MANN, che riapre con un’affascinante mostra sul mondo della Preistoria

Dopo 20 anni riapre il MANN, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, con tre livelli, 3000 reperti, 450 mila anni. Sarà un’apertura all’insegna della scoperta della Preistoria.

Un affascinante viaggio dall’età dell’Età della Pietra a quella del Ferro, testimoniate da armi, utensili e tutto quello che ha messo in luce l’evoluzione dell’uomo preistorico. Si può immaginare quando Capri era abitata da rinoceronti e ippopotami.

Questo percorso, curato dagli archeologi Floriana Miele, Giovanni Vastano ed Emanuela Santaniello, si snoda attraverso seminari e collezioni dedicate alla Magna Grecia, fino a esposizioni nel Salone della Meridiana. Ma non è finita qui.

Fra 2020 e 2021 sarà inaugurata un’altra sezione del museo, a Cuma e Neapolis. Inoltre, fino al 31 maggio rimarranno aperte  la mostra in esclusiva italiana Lascaux 3.0 e Moebius – Alla ricerca del tempo. 

“Vogliamo che quella della Preistoria sia una sezione viva”, spiega Paolo Giulierini, direttore del MANN, “perché così come nell’arte c’è tanta preistoria (pensiamo a Cézanne, a Picasso o a Paul ne troviamo in abbondanza anche nella cultura contemporanea e nel nostro immaginario pop).

Basti pensare alla scena iniziale di 2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrik, all’osso scagliato dall’ominide sulle note di Also Sprach Zarathustra; all’uomo del futuro di Breadbury che, escursionista nella preistoria, provoca l’effetto farfalla; ai Flinstones, all’Era Glaciale o ai Croods, ma anche a tanto cinema, da Nel mondo perduto a Jurassik Park.

A ognuno quindi le sue suggestioni, con l’invito per il pubblico di ogni età a ritrovarle e a riflettere sulle origini dell’uomo in un percorso scientifico chiaro e coinvolgente”.

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