“È finita la pacchia”, Mario Draghi chiude i rubinetti della Bce

Draghi

Da gennaio stop ad acquisto titoli e aiuti dalla BCE. Draghi commenta: “Il dibattito sull’Euro abbia un linguaggio che non distrugga i progressi fatti”

Il presidente della Bce Mario Draghi dopo la riunione del board ha deciso la riduzione degli acquisti di titoli fatti attraverso il quantitative easing da 30 a 15 miliardi al mese da ottobre a dicembre, per poi portarli a zero da gennaio in poi.

L’euro è irreversibile perché è forte, perché la gente lo vuole e perché non porterebbe benefici a nessuno metterne in discussione l’esistenza”. Pare proprio che la forte sicurezza nella moneta e sul suo progresso sia stato fondamentale nella decisione annunciata in conferenza stampa dopo la riunione del board.

Negli anni 2011 e 2012 la situazione era del tutto differente. C’era una mancanza di fiducia su diversi Paesi contemporaneamente e la cornice istituzionale dell’euro non era così sviluppata. Adesso abbiamo molte più salvaguardie contro questo rischio”.

La Banca Centrale Europea continuerà tuttavia a reinvestire il capitale dei bond acquistati che giungono a scadenza.

La Bce ha anche sottolineato che manterrà i tassi sui livelli attuali almeno fino all’estate del 2019. Quindi il tasso sui depositi delle banche verso la Bce rimangono invariati a -0,40%.

Pertanto gli acquisti di titoli del Quantitative Easing “non stanno sparendo ma restano parte degli strumenti di politica monetaria che potranno essere usati in particolari frangenti”, come a tenuto a ribadire lo stesso Draghi spiegando la decisione di oggi.

Infine, lo spread in salita prima dell’annuncio, ha visto successivamente vedere restringere il differenziale – persino la Borsa di Milano, che aveva aperto in negativo, dopo le parole di Draghi ha accelerato fino a chiudere a +1,22%.