Matteo Faustini: “Riesco a perdonare solo con la testa”



Matteo Faustini
Immagine tratta dal videoclip ufficiale "Nel bene e nel male"

Dopo il successo ottenuto al Festival di Sanremo 2020, Matteo Faustini da pochi giorni ha pubblicato il suo nuovo singolo “Vorrei (la rabbia soffice)”: lo presenta in un’intervista esclusiva a Zon.it

Dopo l’avventura al Festival di Sanremo 2020 nella categoria “Nuove Proposte”, Matteo Faustini, il giovane cantautore bresciano, con la sua “Nel bene e nel male” ha conquistato il cuore di tantissime persone. Il 7 febbraio è uscito il suo primo album di inediti che si intitola “Figli delle favole“, una sorta di “diario segreto” che contiene 11 tracce molto diverse tra loro. Insieme a Matteo abbiamo ripercorso un anno indimenticabile attraverso la sua musica e non solo.

 L’intervista completa

  1. Ciao Matteo, per iniziare ti faccio una domanda che può risultare scontata, ma soprattutto dopo il particolare periodo che abbiamo vissuto non lo è, quindi come stai?

Ciao! Sto bene, sono privilegiato, sono davvero fortunato e grato di quello che ho, e di quello che mi circonda. Ho cercato di ascoltare i miei silenzi durante questa quarantena e di trasformarli in musica. A volte ci sono riuscito altre no, ma sono contento. Cerco con tutte le mie forze di circondarmi di positività, perché penso che la positività attragga altra positività. Anche quando il sorriso non c’è provo a sceglierlo ma non sempre mi riesce, però ci provo.

2. Durante questa quarantena sei riuscito a scrivere qualche brano oppure com’è successo a tanti artisti hai avuto il cosiddetto “blocco dello scrittore”?

In realtà temevo questo “blocco dello scrittore” però è successo l’esatto contrario. Dopo aver affrontato Sanremo, e quindi vissuto tante emozioni diverse, sapere che adesso scrivo anche per altre persone mi è stato d’aiuto. Sono stato molto incentivato, ho scritto veramente tante cose nelle quali mi riconosco. Ho già provinato metà dei brani e ora stiamo lavorando a nuovi arrangiamenti. Stiamo provando a non fermarci, e siccome i live non si possono fare e il tour mondiale di Sanremo è stato rimandato, ci portiamo avanti su altri punti di vista.

3. Ecco, appunto Sanremo.  Che emozione hai provato quando hai cantato per la prima volta sul palco dell’Ariston il brano “Nel bene e nel male”?

Terrore misto a gioia (ride ndr). C’è stata questa dicotomia importante, senti proprio lo sguardo dell’Italia addosso, un sacco di ansia, stress. Dall’altro ti senti ascoltato, ed è bellissimo. Dopo anni che ci provi è come se qualcuno ti regalasse un megafono per la tua musica. Non me lo dimenticherò mai.

4. Hai provato diverse volte a partecipare a Sanremo?

Si ho provato un’altra volta Area Sanremo. Ho veramente provato di tutto, ho fatto mille cose diverse, dai musical alla lirica, fino ad arrivare al teatro. Ho girato con una tribute band (“Smooth Criminals” tribute band di Michael Jackson, ndr), ho fatto il mio gruppo, ho provato come solista. Ci ho provato veramente e dopo tanti anni, a 25, sono riuscito a coronare questo sogno.

5. A proposito del brano “Nel bene e nel male”, ti faccio i complimenti per il testo che trovo davvero molto toccante, infatti, neanche il tempo di arrivare a Sanremo che ti hanno consegnato il PREMIO LUNEZIA PER SANREMO. Una bella soddisfazione immagino…

Si, intanto grazie mille per le belle parole, perché il contenuto vince sul contenitore. So di non essere un artista da milioni di streams. Non sono cool, non sono alla moda, ma non mi interessa, sono fatto così. Cerco di dare un senso ad ogni strofa, ogni riga. A volte ci riesco altre no. Vincere il premio insieme a Diodato per il testo è stato veramente “diecimila pacche sulla schiena”.

6. C’è un verso in particolare del brano “Nel bene e nel male” che è uno dei miei preferiti: “Ed è un bene che ci faccia così male perché dentro quel rancore si può ancora perdonare“. Si dice che il perdono rende invincibili, tu sei una persona che riesce a perdonare facilmente oppure tende a portare un po’ di rancore?

Bella domanda… guarda in realtà penso che tra i miei pregi ho quello di riuscire a perdonare. Spesso mi chiedo anch’io come faccio, però ultimamente mi sto interrogando su questa cosa. Perdonare cosa vuol dire? Mi sono chiesto, se una persona mi fa un torto gigantesco la perdono ma sicuramente non ci ritorno amico o altro. Perdonare non vuol dire che ritorna tutto come prima. Non ti porto rancore, non ti tolgo il saluto, ma se il rapporto si è incrinato alla fine mancherà quella sorta di fiducia, quindi non so se in realtà è un perdonare a metà oppure se è un perdonare giusto. Diciamo che riesco a perdonare le cose importanti ma mi rendo conto che riesco a perdonare solo con la testa.

7. Perdoni ma non dimentichi…

Bravissima. Perdono con la testa ma non con il cuore.

8. Sempre a febbraio, precisamente il 7, è successa una cosa bellissima. È uscito il tuo primo album di inediti che si intitola “Figli delle favole”, che contiene 11 tracce molto diverse tra loro anche a livello di sonorità, ma qual è il filo conduttore che unisce i tuoi brani?

Il filo in questo caso è riuscire a tornare bambini con la coscienza di un adulto, quindi sono le favole, la Disney, la capacità di sognare, il non farsi abbattere. Io dalla favole cerco di non farmi illudere, ma cerco di trarre l’insegnamento. Certe fiabe a modo loro ci hanno fatto sognare, e a me piace utilizzarlo come linguaggio… lo trovo molto efficace. Ho voluto parlare della vita, dei contenuti, di tante cose della mia filosofia, e metterla in chiave più fruibile possibile.

9. In questo momento in che favola ti ci rivedi?

In questo momento? (ride ndr) Bella domanda. Secondo me in questo momento sono nella torre del castello e devo capire se devo aspettare qualcuno che venga a salvarmi oppure no. Mi sa che ho capito che devo restare da solo, quindi devo essere io il principe che mi salva. Devo scendere giù, ammazzare il drago, quindi le paure che ho, e indipendentemente da quello che troverò, uscirne.

10. “Figli delle favole” è un disco estremamente sincero, intenso e diretto ma anche coraggioso. Con il brano “Il gobbo” condanni ogni forma di pregiudizio e di violenza partendo dal bullismo e arrivando all’omofobia. Nell’era dei social sono tanti i personaggi pubblici, e non solo, che ricevono quotidianamente tanto odio gratuito. A te è mai successo di essere attaccato dagli haters?

Fino a 5 mesi fa ti avrei risposto di no ma da quando ho fatto Sanremo ti rispondo di sì. Se sotto un post ci sono 100 commenti positivi e uno negativo, mi concerto solo su quello. Me lo sogno la notte perchè non è una critica costruttiva, un conto è dire “non mi piace la tua canzone” e gli rispondo “ok va bene”, un altro è se mi commenti i post con parolacce…

11. È la cattiveria gratuita quella che ci ferisce tanto…

Si, bravissima. La cattiveria mi disarma e mi spaventa. Rimango lì e mi chiedo “perchè?”. Mi immagino proprio l’essere umano che schiaccia i tasti della tastiera per ferire.

12. Torniamo alla musica. Mi piacerebbe analizzare con te una frase de “Il gobbo”: “Ma lo sai che tra il dire e il fare non c’è di mezzo il mare ma il coraggio di provare“. Hai mai rinunciato a qualcosa per mancanza di coraggio?

Innanzitutto ti ringrazio per le belle domande che mi stai facendo perché sono proprio belle. Comunque sì, ma poi ho recuperato. Spesso per paura tante cose non le ho fatte o comunque le ho fatte tardi rispetto a quando avrei voluto. Purtroppo non si può tornare indietro nel tempo ma a modo mio ho cercato di recuperare le cose che potevo quindi sì, ho rinunciato ad alcune cose ma in parte sono riuscito a recuperare.

13. Il cosiddetto treno che passa una volta, ma se voglio me la faccio anche a piedi…

Esatto, ci arrivo anche se più tardi. Quindi, sì, se voglio me la faccio anche a piedi e cerco di recuperare il recuperabile.

14. Da pochi giorni è disponibile su tutte le piattaforme digitali il tuo ultimo singolo “Vorrei (la rabbia soffice)“, una lettera a cuore aperto in cui dici “vorrei imparare ad apprezzare ogni sofferenza perché il dolore è solo acceleratore di esperienza“. Nella vita di ognuno di noi il dolore e la sofferenza sono inevitabili, ci racconti com’è nata questa frase o in generale questa canzone?

Super volentieri. Questa è una delle frasi a cui tengo di più. Per me il segreto è riuscire a trasformare tutto il dolore, perché il dolore fa parte della vita, accettiamolo, abbracciamolo, cerchiamo di trasformarlo e non annegarci o per lo meno proviamoci. Io c’ho provato e da quel dolore sono nate delle canzoni. “Vorrei” è una delle canzoni nella quale ci sono tutte le qualità che mi piacerebbe possedere per diventare un essere umano migliore e di quei limiti che vorrei curvare di me e della società.

Vorrei che si potesse imparare in modo definitivo a trasformare quel dolore e ringraziarlo perchè è un acceleratore di esperienza. Senza le cose che mi hanno fatto soffrire non sarei andato a Sanremo che da sempre è stato il mio grande sogno. Se ci penso a come ho fatto ad arrivarci è  grazie alle canzoni che scrivo. E le canzoni che scrivo come ho fatto a scriverle? Grazie al dolore che ho provato, quel dolore che ho odiato. Adesso mi chiedo se dovessi fare la scelta “vuoi soffrire di nuovo in quel modo per riuscire a raggiungere i tuoi obiettivi oppure no?” Sai cosa ti rispondo? Sai che forse sceglierei ancora quel dolore.

15. Siamo in dirittura d’arrivo. Come ci hai anticipato prima c’è qualcosa che sta bollendo in pentola. Abbiamo visto alcune stories su Instagram in cui ti trovi in sala di registrazione, ci puoi “spoilerare” qualcosa?

Eh (ride ndr) in realtà le ho provinate tutte. Lo spoiler che posso fare è che ci sarà un cd ancora più di contenuto. Ho scritto tantissime canzoni in questo periodo circa 12-13 già chiuse, molto valide. Nessuna parla d’amore, parlo di tanti disagi, tanti problemi che le persone devono affrontare e fanno stare veramente male. Sono principalmente tutte tristi, tutte ballad, sempre però con un risvolto positivo. Proviamo a trasformare quelle sofferenze, possiamo anche non farcela ma per lo meno ci abbiamo provato. Sarà un disco molto introspettivo con tantissime parole. Ho tante ansie ma indipendentemente da come andrà sarò comunque soddisfatto perché sento che sto utilizzando la musica per veicolare messaggi belli.

16. Non vediamo l’ora di ascoltare il nuovo album che spero vedrà la luce il prima possibile…

Lo spero anche io, ci sto lavorando tanto. Ho il tempo per lavorare bene e ragionare traccia per traccia. Spero con tanta probabilità che il disco vedrà la luce nel 2021. Grazie per avermi dedicato il tuo tempo, a presto!

 

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