Maudit, i Litfiba contro gli intrallazzi d’Italia

Maudit

Maudit è un brano pubblicato, per la prima volta, il 4 dicembre 1992 per promuovere l’uscita nel mese successivo dell’album Terremoto, sesto album in studio dei Litfiba

I Litfiba sono un gruppo che, dalla sua fondazione, si è sempre ritagliato un ruolo di precursore di una corrente musicale alternativa e innovativa, anticipando i fermenti di un profondo rinnovamento musicale.

I Litfiba, il cui nome fu scelto prendendo spunto dall’indirizzo della sala prove usata all’inizio della loro carriera, “Località ITalia FIrenze via dei BArdi”, inventarono proprie originali sonorità, aggiornando il new wave in chiave latina e creando, quindi, una versione mediterranea dell’hard rock.

Terremoto è un album di grande livello: proiettò, per la prima volta, in cima alle classifiche un gruppo rock italiano. Soprattutto è un disco di protesta molto forte, protesta nata specie dalle inchieste giudiziarie di tangentopoli: i principali obiettivi polemici sono chiesa, mafia, classe politica corrotta.

MauditGiungendo alla canzone in questione è evidente come essa parli dei media, giornali e televisioni che, controllati, dicono soltanto quello che comandano i più potenti: ciò è palese anche nel video ufficiale del brano, ambientato in una cabina di regia piena di mezzi d’informazione di massa che sembra assomigliare tantissimo alla “stanza dei bottoni” che più volte sarà citata nel testo stesso.

Di notte voglio entrare nei segreti tuoi / E voglio costruire una fortezza senza inganni / Sarò il corto circuito nella stanza dei bottoni / E scioglierò i veleni delle tue decisioni / Di notte voglio ballare nella televisione / Truccarmi da pallone e poi raccontarvi tutto

Tutto tutto sulla mafia / Tutto tutto sulla P2 / E l’Europa che ci fa “Ciao” / Pizze pazze e corruzione / Euromafia da esportazione / Tutto tutto sul mio fegato / Tutto tutto, tutto e niente…

Je suis maudit maudit maudit / maudit, maudit, maudit / Je suis maudit, maudit, maudit / Maudit, maudit, Maudit / E via il guinzaglio

Il termine posto come titolo, Maudit, è una parola che in francese significa Maledetto. Ciò viene anche esplicitato nel testo durante il ritornello, quando Piero Pelù, voce e leader dei Litfiba, canta “Je suis Maudit” (“Io sono maledetto”). Pare quasi che Pelù sia in prima persona il maledetto del titolo, colui che muove i fili per creare il caos o, come in questo caso particolare, per far “impazzire” e crollare il sistema di potere. Oppure Maudit potrebbe alludere anche alla situazione dei cittadini italiani, i veri “maledetti”, che non possono cambiare facilmente le cose e risultano essere ostaggi dell’informazione deviata.

I Litfiba chiedono che ci sia chiarezza, che le notizie vengano dette in maniera limpida, senza falsificazioni di sorta, affinché si possa far luce sulla reale situazione d’Italia. Maudit è un brano che ben rappresenta l’Italia di quei tempi: ascoltare o leggere il testo della canzone senza conoscere gli eventi storici a essa collegati è come fare qualcosa d’insensato. I riferimenti sono evidenti e lampanti, viene chiamata in causa la massoneria, la mafia, la chiesa, Roma, la P2.

MauditDi notte voglio entrare nei segreti tuoi / E li voglio raccontare alla gente che s’inganna / Di notte voglio ballare nella stanza dei bottoni / Staccare tutti i fili delle tue decisioni / Staccare tutti i fili con la tua benedizione

Tutto sulla Chiesa in Africa / Tutto tutto sull’obiezione / E le stragi senza nome / Tutte passano da Roma / Pizze pazze e corruzione / Tutto tutto sul mio fegato / Tutto tutto, tutto e niente…

Yo soy maudit, maudit, maudit / Maudit, maudit, maudit / Yo soy maudit, maudit, maudit / Maudit, maudit, maudit / E via il guinzaglio

La polemica principale, evidentemente, s’incentra sulla P2: uno spaccato della storia, più nera, d’Italia. Infatti la Loggia Propaganda 2 fu fondata da Licio Gelli con lo scopo ufficiale di combattere il comunismo, ma, in realtà, si dedicava a occupare posti di potere infiltrando i propri iscritti, tutte persone di spicco nel mondo della politica, delle forze armate e della finanza, per servirsene a proprio tornaconto. Il tutto si agganciava a una politica del controllo e del condizionamento, basata sull’eliminazione di chi dava fastidio e sulla repressione delle idee opposte. Una via, dunque, per arrivare al potere senza alcuna azione di violenza, semplicemente corrompendo i giornali, il parlamento, i partici politici, le forze dell’ordine, la magistratura.

Dirti Tutto tutto sui veleni / E i segreti del Vaticano / Tutto tutto sulle elezioni / Tutto tutto su noi coglioni / Tutto tutto, tutto e niente…

Autoelogi e insabbiamenti / Funerali, tutti presenti / I politici e la malavita / I politici e la bella vita / Tutto tutto, tutto e niente…

Vicende pericolose, quindi, atti sporchi, tristi, che “mettono in un angolo” chi ama l’Italia incondizionatamente, chi lavora per rendere il nostro Paese migliore da tutti i punti di vista.

Forse la forza della musica e, in questo caso particolare, del rock, risiede non solo nel ritmo pungente e nei suoni vibranti, ma anche e soprattutto nel coraggio di denunciare lo stato delle cose per quello che sono veramente, senza usare tante mistificazioni.